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Spiritualità, religiosità, fanatismo.

Un equivoco tra i termini provoca grande confusione!

Spiritualità, religiosità, fanatismo.

Nel corso degli anni mi sono sentita rivolgere spesso, su ReiKi, domande che sottintendevano una grande confusione tra SPIRITUALITA’ e RELIGIOSITA’, come se le due cose fossero una sola.

E’ abbastanza chiaro da dove nasca l’equivoco, in un Paese come il nostro specialmente, così fortemente compromesso tra lotte di potere, religioso e non, che tendono a governare anche gli aspetti più naturali, comuni e laici della vita di tutti noi.

Infatti, se ci soffermiamo un po’ a considerare le due cose - SPIRITUALITA’ e RELIGIOSITA’ - ci accorgiamo ben presto che pur appartenendo entrambe a qualcosa di immateriale, impalpabile e profondamente umano, sono davvero differenti, diverse e trattano di cose a volte in completa antitesi.

Senza voler entrare troppo nel merito, propongo di partire dal confronto delle due parole, e riporto fedelmente la definizione proposta da Wikipedia (l’enciclopedia on -line):

Spirituale e religioso
Spesso i termini “religione” e “spiritualità” vengono trattati come sinonimi, il che è alquanto impreciso, dato che anche alcuni non credenti rivendicano una propria dimensione spirituale.

Entrambi i termini si riferiscono alla ricerca dell’Assoluto o di Dio (o con qualsiasi altro nome Lo si voglia chiamare): si può dire che la differenza fondamentale consista nel fatto che la religione indichi un tipo di ricerca esteriore, formale, mentre per spiritualità si intende la ricerca di Dio all’interno di sé. Questo comporta che la spiritualità assuma, rispetto alla religione, alcune connotazioni tipiche: la fede assume un carattere più personale e meno dogmatico, più aperto alla sperimentazione e basato sull’esperienza personale.

Sempre parlando in termini di ricerca spirituale, un’altra connotazione tipica della spiritualità rispetto alla religione può essere la convinzione che esistano diversi percorsi spirituali, e che pertanto non esista alcuna verità oggettiva o assoluta in base alla quale decidere quale percorso sia meglio seguire; poiché ogni persona è diversa dalle altre, la scelta è spesso lasciata all’individuo, alla sua sensibilità e al suo discernimento.

Da questo punto di vista, religione e spiritualità non sono due concetti contrapposti che si escludono l’un l’altro, ma possono essere visti semplicemente come due tappe nella crescita interiore di ogni fedele o aspirante spirituale, tant’è che molti seguaci di religioni costituite considerano la spiritualità come un aspetto intrinseco e inscindibile della loro esperienza religiosa. Non esiste insomma una vera contrapposizione tra i due termini, dal momento che il rapporto fra religione e spiritualità è paragonabile al rapporto fra contenitore e contenuto, fra forma e sostanza, fra teoria e pratica.

Altri, sull’onda del fenomeno New Age, sostengono che la spiritualità non sia identificabile con una religione per sé, ma la connessione attiva e vitale ad una forza, una potenza o una percezione di un più profondo ”sé”.

[segue l’articolo]