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Realtà, verità e... mass media!

Quali sono le notizie che vanno per la maggiore? Cosa serve per distinguere la verità dallo spettacolo mediatico?

Quali sono le notizie che aumentano gli ascolti e fanno comprare più giornali?

Domanda troppo facile, direte! Ed è così!

Sangue, sesso e miserie umane sono irresistibili e pare sia una caratteristica umana quella di provare un interesse, spesso irrazionale, verso vicende poco chiare, intricate, sporche…

Ciò è ben noto a ciascun addetto ai sistemi di comunicazione, i “mass media”.
Così come è noto a chiunque svolga un ruolo attivo e non passivo nei confronti della società in cui vive.

Non è un caso, nè si tratta di informazione, quello spettacolo per tanti, fortunatamente, fastidioso messo in scena ogni volta che le apparenze, gli indizi, ne danno il LA.

 

Così la madre del bambino ucciso misteriosamente, il fidanzato della ragazza uccisa misteriosamente, l’imbonitrice televisiva e i creduloni… Più sono indifesi fisicamente e mentalmente i personaggi coinvolti e più è possibile costruirci delle belle e avvincenti storie da offrire al pubblico assetato di sventure.

Perciò titoli roboanti, sapientemente infarciti di “mostro”, “bambini”, “truffa”, “malato”, “setta” ecc. spesso richiamano su articoli molto meno affascinanti.

E valgono spesso querele.

Peccato che il sistema giudiziario italiano sia lento, farraginoso e poco rassicurante.

Quando si incappa in una di queste vicende che, per via dell’attenzione esagerata dei media vengono poi definite “mediatiche”, appunto, che si sia colpevoli, innocenti o responsabili solo in parte, interessa solo agli accusati. Che, di sicuro, hanno la reputazione lesa, per sempre.

 

Non siamo neppure sicuri che giovi a chi solleva le questioni, che possa recare ammenda a chi realmente ha subito torti, truffe, danni, violenze.
Ci speriamo, convinti che la giustizia debba trionfare, che la verità debba sempre emergere.
Ma sarebbe ingenuo credere che sia sempre, davvero, così.
Ingenuo davanti alla constatazione di cosa sia, oggi più di ieri appunto, il sistema giudiziario italiano.

Per questo motivo l’impegno al risveglio delle coscienze, alla costruzione di una cultura olistica, l’appello all’autodeterminazione degli individui e alla responsabilità per la propria vita sono fondamentali, determinanti.

 

Ci sarà sempre un perverso, disonesto, delinquente che vorrà attentare, aggredire un indifeso.

Più menti forti e aperte ci saranno, capaci di annullare gli effetti negativi dei perversi, disonesti e delinquenti e meno indifesi ci saranno.

 

ReiKi, l’antica arte di Mikao Usui, a questo contribuisce ampiamente.

COME RICONOSCERE IL REIKI BUONO?
E’ una domanda che molto spesso mi sono sentita rivolgere.

[segue l’intervento]