ReiKi e... qualcos'altro.

Torno sul discorso, stimolata da un'opinione postata da un utente in un intervento (del 2001) dove recensivo, nella rubrica "REIKI, quanti ce ne sono?"...

La recensione diceva così:

Il Reiki Universale di PremaShanti .

Sulla Home si legge ;-)
non è un altro “tipo di Reiki”, ma un diverso approccio didattico, un nuovo metodo di insegnamento, che suddivide il percorso di apprendimento del Reiki tradizionale di Usui e del Reiki Karuna/Tibetano in tre soli seminari, nel corso dei quali vengono effettuate sia le attivazioni del metodo tradizionale del Maestro Usui, sia le attivazioni specifiche del Reiki Karuna/Tibetano…
Sarà … a noi è parso un altro modo di aggiungere, impossessandosi anche del lavoro altrui (Usui e discendenti)la farina del proprio sacco …
A voi, carissimi lettori che ci seguite con tanta attenzione e lucidità, il parere finale e personale.

Mentre questa è l’ Opinione postata il 2008-03-12 11:04:47 da “premashanti”

Inserisci la tua opinioneSarebbe bello che prima di denigrare o mettere in dubbio l’integrità delle persone, vi informaste. Il nostro lignaggio è certificato e discende dal Maestro Usui e lavoriamo col cuore e tuttta la sacralità che il Reiki richiede. Dovreste fare lo stesso anche voi. Grazie

Capisco che il mio stile, nello scrivere, possa non incontrare tutti i lettore (tanti, e colgo l’occasione per ringraziarli tutti dell’attenzione e dei riconoscimenti che mi vengono testimoniati ogni giorno!).

Tuttavia mi pare trapeli un risentimento eccessivo.

Innanzitutto posso immaginare ci sia stata un’evoluzione, dal 2001 a oggi. Dove infatti si leggeva le parole che vi riferisco sopra (sfondo rosa) ora, con anche il dominio cambiato, ce ne sono altre.

Quello che sottolineo sempre, è che aggiungere aggettivi alla parola REIKI crea confusione nel pubblico, che stenta a farsi una chiara idea del SEMPLICISSIMO metodo Usui.

Inoltre toglie energia, per entrare in materia, alla parola REIKI stessa.

Quindi ne indebolisce il puro concetto che, sempre all’opinione pubblica, giunge.

Perciò, senza tanti “per mali” credo sarebbe producente per tutti lasciare il ReiKi a chi ReiKi pratica e insegna.

E chi ha la creatività, la capacità e l’ingegno di concepire sistemi che integrano il Sistema Usui con altro per migliorarne, o rendere più mirato, l’insegnamento e per coinvolgere altri target le utilizzasse anche per creare un nuovo nome a ciò che propone.

Altrimenti, scusate la malizia, sorgerà spontaneo a sempre più persone ipotizzare che si sia voluto usare il nome di ReiKi per fare pubblicità a “ReiKi e qualcos’altro”, n’est pas?

Insomma, se ciò che si propone è ReiKi, chiamatelo ReiKi. Se no è ReiKi e qualcos’altro” :-)

Silvia S.P.




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