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Perchè pagare?

D:- Cara Silvia, ho letto tutto quello che hai scritto tu ... Sono rimasta dapprima affascinata , e commossa , e la voglia di fare questa esperienza si faceva in me sempre più forte...... Ma purtroppo , poi mi è venuto un grosso dubbio , prechè fate pagare invece di donare una cosa così bella? E perchè poi dovrebbe costare così tanto.... chi non ha molti soldi non è forse degno di avere accesso ad un po di felicità...alla guarigione?? ...

R: - Potrei rispondere citando parabole di antichi Saggi (giapponesi e non).
Potrei citare dotti passaggi di filosofi di tutti i tempi sulla presa di responsabilità degli individui, potrei raccontare episodi ed argomentare la mia risposta in molti modi.

Dirò, invece, che la tradizione orale narra che, dopo 7 anni di ricerca e 7 anni dedicati alla cura gratuita degli indigenti, Mikao Usui, il monaco a cui si deve la riscoperta del ReiKi, decise di non “regalare” più a chiunque i benefici di ReiKi, ma di cominciare ad insegnare, a chi voleva impararlo, come fare a guarire la propria vita.

E decise così anche con quale scambio economico si sarebbero dovuti dimostrare la propria volontà ed il proprio impegno: per il primo livello l’equivalente economico di una settimana di LAVORO, per il secondo quello di un mese di LAVORO, e per il terzo l’equivalente di un anno di LAVORO.

Il ReiKi, nella forma integra e tradizionale, nel rispetto del lignaggio di Mikao Usui, è semplice, chiaro e potente.
E impegnativo.
L’impegno economico NON E’ IMPOSSIBILE, specialmente per il primo livello, con il quale si ottiene lo strumento potente e funzionale in piena disponibilità.
Sta a ciascuno di noi scegliere se, come e quando impararlo.
E prendersi questo impegno con la propria vita.

SEGUE: l’impegno con la propria vita.