Questo sito contribuisce alla audience di

ReiKi Master: un "povero diavolo"?

La formazione degli insegnanti di ReiKi si suddivide in due grandi categorie: professionisti e amatori.

Tra i “professionisti” del ReiKi ci sono quelli che della tecnica di Usui hanno fatto ragione di pratica, di studio e di vita.
E quelli che ne hanno fatto ragione di business.
Nulla in contrario, per i secondi. Tuttavia è provato dall’esperienza che tenendo d’occhio il business si rischia di perdere di vista il senso del riequilibrio energetico con più facilità.

Anche i Maestri, cui accennavo per primi, hanno presente la propria economia, fatta di spese per la proprio costante formazione, di spese per manere un’organizzazione capace di fornire assistenza, aggiornamento, spese per farsi conoscere (pubblicità), tempo impiegato a sperimentare, comprendere e assistere allievi e clienti.
Ci sono ReiKi Master che affiancano la propria quotidiana formazione nella pratica del riequilibrio energetico ad altre discipline, tecniche, attività.

E lo fanno con grande integrità, con chiarezza e solitamente con ottimi risultati.
Altri lo fanno, senza riuscire a resistere al desiderio di inserire ReiKi in ogni cosa che a loro sia congeniale.
Da qui nascono, spesso, quelle forme ibride di ReiKi e qualcos’altro che, se pur in grado di costituire strumenti funzionali, confondono le idee al pubblico e, senza dubbio, sminuiscono la potenza di ReiKi, già potente così com’è.

Poi ci sono quelli che…
Alla continua ricerca di informazioni, spunti, elementi per capire cosa sia il “fenomeno” ReiKi, abbiamo trovato questo sito, ilreiki.it, in cui un maestro parla così, di sè e dei maestri dell’Arte di Usui in generale:

“L’insegnante di solito è un povero diavolo che, folgorato da questa splendida tecnica, decide di darsi da fare affinché tutti possano praticarla. E’ quindi una persona normale, con i suoi pregi e difetti: non aspettatevi da lui cose impossibili, la perfezione, l’illuminazione.
Consiglio di conseguenza di diffidare di coloro che si definiscono maestri , soprattutto con la “M” molto maiuscola. Nemmeno Usui si è mai atteggiato o definito maestro: veniva chiamato, dagli altri, “sensei”, (”insegnante”, un po’ come “mastro” nel Sud Italia)….” [leggi tutto sul sito]

E’ molto tenera la dichiarazione di questo maestro, che un po’ ingenuamente propone la propria esperienza personale come valore assoluto.
Anche questo crea, spesso, confusione tra il pubblico.
Nessuna critica, quindi, da parte mia!
Un inevitabile rilievo, che spero non vorrà irritare l’autore del sito ma, magari, lo spingerà a esprimere in maniera ancora più incisiva e personale la propria strada con ReiKi!

Anche perchè, con tutta l’umiltà che posso, :-) povera diavola proprio non mi ci sono MAI sentita!
Immagino abbia usato questa parola per indicare il lungo, profondo cammino evolutivo che ogni individuo percorre quando prende tra le mani una tecnica energetica.