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ReiKi antichità moderna

o moderno vintage? Tra chi propina ancora sistemi fast and well per "stare bene" e chi continua a pensare che sia impossibile sentir scorrere l'energia vitale. Tra chi si rifiugia pervicacemente nella TRADIZIONE recitando alla lettera i precetti di Mikao Usui e chi sostiene che il moderno avanza, introducendo amene posizioni e modalità nell'insegnare il ReiKi.

Ideogramma Giapponese raffigurante ReiKi
Tra questo e quello c’è chi, per fortuna, prima ancora che insegnarlo, parlarlo, raccontarlo, scriverlo ReiKi LO PRATICA. E’ l’esperienza quotidiana a fare la differenza.
Ma cos’è ReiKi? Come fare a definire i criteri entro i quali si possa riconoscere un corso di ReiKi da un incontro di altro genere? Come fare per sapere se chi abbiamo davanti ci rappresenta l’Antica Arte di Mikao Usui oppure è, semplicemente, una persona magari bravissima e in ottima fede che ci propone qualcosa di suo, sotto il nome di ReiKi?

La domanda se la pose anche Phyllis Furumoto, nella metà degli anni ‘90, quando vide che le sue decisioni prese in merito all’apertura di ReiKi al mondo avevano prodotto sì un’ampia diffusione della tecnica. Ma avevano anche creato un certo caos su modalità d’insegnamento e pratica.
Attorno al 1998, con una lettera accorata condivise col popolo di ReiKi tutte le sue perplessità e, a seguito di profonde riflessioni, giunse a stabilire le regole che furono recepite dalla ReiKi Alliance.

Regole alle quali i ReiKi Master aderenti all’Associazione dovettero sottostare rigidamente, e alle quali i ReiKi Master indipendenti, che in ogni modo onoravano il lignaggio di Phyllis, colsero doverosamente.
Poche e semplici direttive per dare, anzi ridare, al Sistema Usui un senso chiaro.
Quattro attivazioni, per esempio. Le attivazioni (o iniziazioni, o armonizzazioni come vengono anche chiamate) sono 4. Coloro che per guadagnare tempo (!) le hanno condensate in due o una soltanto posso, ovviamente fare e sperimentare come preferiscono. Tuttavia si distanziano dagli insegnamenti del ReiKi Usui System.

Il trattamento veloce e il trattamento di base (o fondazione) devono essere insegnati dettagliatamente. Poi ogni allievo, ovviamente, ne farà la propria esperienza.
Tuttavia, come quando si apprende a condurre l’automobile, molta attenzione dev’essere posta nei più piccoli passaggi di azioni da compiere (il piede sinistra che lascia adagio il pedale della frizione mentre quello destro… eccetera). E’ con l’esperienza che tutti questi movimenti diventano acquisiti, automatici e si può approfondire la guida come visione d’insieme e di sicurezza.

La Storia di ReiKi. Una leggenda, per molti. Una fiaba per altri. Una falsità per altri ancora. Se consideriamo che, ancora oggi, ci sono tesi sulla non esistenza di Gesù possiamo sorridere sul fatto che Mikao Usui sia, o meno, esistito.
Credo che che la cosa importante, nell’insegnare durante i corsi di ReiKi la Storia, da Usui a oggi, consista nel fornire lo strumento per collocare il momento nel periodo storico.
Per capire quello che, attualmente, ruota attorno alla parola ReiKi. Per poter sbrogliare i tanti fili che, ora per ingenuità e ora per malignità, sono stati ingarbugliati.

La condivisione, momento delicato usato da molti insegnanti per inserire anche lo studio di altre tecniche, deve essere e restare lo spazio di condivisione.
Le altre arti e tecniche si possono (in molti casi è doveroso) inserire al di fuori dello spazio del seminario di ReiKi. Per avere sia la possibilità di sviluppare ogni aspetto del ReiKi per chi ci si avvicina per la prima straordinaria volta. Sia per dare chiarezza ed evitare contaminazioni concettuali.

Per altri approfondimenti, la Guida di ReiKi è a vostra disposizione.

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