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1 - Commento alle letture di Domenica 9 luglio.

A cura di Don Egidio Pietrella. 14ma domenica del tempo ordinario.

Dono di Dio può essere anche la Sua parola, che illumina, fortifica, salva, perchè efficace “come
una spada affilata a doppio taglio che penetra fin nel profondo dell’anima”; una parola che non tanto
“dice” ma “fa”: “disse e furono fatti i cieli…; alzati e cammina…”"ti sono rimessi i tuoi peccati”
e tutto puntualmente si avvera. La parola ci può giungere attraverso degli uomini investiti dallo
Spirito di Dio (molte volte e in molte maniere Dio ci ha parlato per mezzo dei Profeti). La parola
ci può venire da una “Persona” ancora più qualificata: ultimamente, in questi tempi, ci ha parlato
per mezzo del suo Figlio. Eppure l’atteggiamento dell’uomo di fronte all’annuncio divino è per lo
più contrassegnato dal rifiuto, talvolta cieco e preconcetto; e, nella migliore delle ipotesi,
dall’indifferenza.
Questo accadde nel periodo della preparazione della salvezza, nella
fase della sua realizzazione legata ad avvenimenti storici e precisi, e nella sua fase di attuazione
nel tempo. Gesù stesso ha dato questa interpretazione della storia religiosa del suo popolo e della
nostra storia spirituale: “Un uomo piantò una vigna, la circondò d’una siepe, vi scavò un frantoio,
vi costruì una torre, poi l’affittò a dei contadini e se ne andò lontano…A suo tempo mandò un servo
dai contadini per ricevere da loro la Sua parte di frutti della vigna, ma quelli lo presero, lo
bastonarono e lo mandarono a mani vuote. Mandò loro di nuovo un altro servo e questo lo percossero
alla testa e l’oltraggiarono. Ne mandò un’altro e l’ammazzarono: e così fecero a molti altri: alcuni
li percossero altri li uccisero. Gli rimaneva ancora l’unico figlio, il diletto. Lo mandò pensando
che almeno avrebbero rispettato quello. Ma essi dissero: “E’ l’erede! Suvvia uccidiamolo e l’eredità
sarà nostra”. Lo presero, l’uccisero, poi lo gettarono fuori dalla vigna…
” E’ chiaro il
significato della parabola, i servi sono i Profeti, il Figlio è Gesù Cristo.