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Pagine della Bibbia.

Libro di Qoèlet 9,13-10,13; Saggezza e follia.

SAGGEZZA E FOLLIA

Anche questo fatto ho visto sotto il sole e mi parve assai grave: c’era una piccola città con pochi abitanti. Un gran re si mosse contro di essa, l’assediò e vi costruì contro quattro grandi bastioni. Si trovava però in essa un uomo povero ma saggio, il quale con la sua sapienza salvò la città; eppure nessuno si ricordò di quest’uomo povero. E io dico:

E’ meglio la sapienza della forza,
ma la sapienza del povero è disprezzata
e le sue parole non sono ascoltate.
Le parole calme dei saggi si ascoltano
più delle grida di chi domina fra i pazzi.
Meglio la sapienza che le armi da guerra,
ma uno sbaglio solo annienta un gran bene.
Una mosca morta guasta l’unguento del profumiere:
un pò di follia può contare più della sapienza e dell’onore.

La mente del sapiente si dirige a destra
e quella dello stolto a sinistra.
Per qualunque via lo stolto cammini è privo di senno e di ognuno dice: “E’ un pazzo”.
Se l’ira di un potente si accende contro di te, non lasciare il tuo posto, perchè la calma placa le offese anche gravi.
C’è un male che io ho osservato sotto il sole: l’errore commesso da parte di un sovrano: la follia vien collocata in posti elevati e gli abili siedono in basso. Ho visto schiavi a cavallo prìncipi camminare a piedi come schiavi.

Chi scava una fossa ci casca dentro
e chi disfà un muro è morso da una serpe.
Chi spacca le pietre si fa male
e chi taglia legna corre pericolo.

Se il ferro è ottuso e non se ne affila il taglio, bisogna raddoppiare gli sforzi; la riuscita stà nell’uso della saggezza. Se il serpente morde prima d’essere incantato, non c’è niente da fare per l’incantatore.

Le parole della bocca del saggio procurano benevolenza,
ma le labbra dello stolto lo mandano in rovina:
il principio del suo parlare è sciocchezza,
la fine del suo discorso pazzia funesta.