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Pagine della Bibbia.

Dal libro di Giobbe cap. 28 versetti 1-13.

ELOGIO DELLA SAPIENZA

La sapienza inaccessibile all’uomo

Certo, per l’argento vi sono miniere
e per l’oro luoghi dove esso si raffina.
Il ferro si cava dal suolo
e la pietra fusa libera il rame.
L’uomo pone un termine alle tenebre
e fruga fino all’estremo limite
le rocce nel buio più fondo.
Forano pozzi lungi dall’abitato
coloro che perdono l’uso dei piedi:
pendono sospesi lontano dalla gente e vacillano.
Una terra, da cui si trae pane,
di sotto è sconvolta come dal fuoco.
Le sue pietre contengono zaffiri
e oro la sua polvere.
L’uccello rapace ne ignora il sentiero,
non lo scorge neppure l’occhio dell’aquila,
non battuto da bestie feroci,
né mai attraversato dal leopardo.
Contro la selce l’uomo porta la mano,
sconvolge le montagne:
nelle rocce scava gallerie
e su quanto è prezioso posa l’occhio:
scandaglia il corso dei fiumi
e quel che vi è nascosto porta alla luce.
Ma la sapienza da dove si trae?
E il luogo dell’intelligenza dov’è?
L’uomo non ne conosce la via,
essa non si trova sulla terra dei viventi.