I SEGNI DELLA LITURGIA (parte seconda)

Continua la spiegazione dei segni della Liturgia.

La Bibbia ci mette su questa strada. In un iter continuativo
che si intensifica progressivamente. Dio entra in comunione con gli uomini:elementi naturali, gestualità e parola, che costituiscono degli archetipi dell’antropologia culturale, vengono assunti dalle religioni naturali per il loro valore di segno nell’esperienza e
nella comunicazione religiosa: derivata dalla civiltà del Medio Oriente, questa sacramentalità cosmica assunse nella Prima Alleanza valenze storico-salvifiche: è lo specifico della fede e del culto d’Israele;mediante la Croce Cristo ha fatto proprie queste “preparazioni evangeliche” e le ha caricate della potenza della sua risurrezione, istituendole “segni della Nuova Alleanza;nella Chiesa, che li ha ricevuti dal Fondatore, questi riti costituiscono i Sacramenti.
In tal modo la relazione con Dio che Gesù ha incarnato nella sua
persona e nella sua vicenda terrena è stata trasmessa alla Chiesa.
Anche la Chiesa è strutturata secondo un ordine visibile-invisibile, santa e terrestre, per cui costituisce una realtà comunionale.
I sacramenti sono i punti privilegiati di concentrazione della sua
azione di santificazione.

Si crea così la sequenza: Cristo sacramento, Chiesa sacramento, sacramenti della Chiesa.

A sua volta l’uomo è il simbolo che ha la vocazione di rappresentare Dio nel cosmo: per il Battesimo egli diviene ulteriormente
“sacramento” di Cristo, attivando la sua potenzialità di immagine di Dio.

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