SIMBOLI E SEGNI DELLA LITURGIA (parte seconda)

I sette sacramenti costituiscono i riti significativi dell'azione sacerdotale.

In ordine alla necessità di esprimere ritualmente la fede, la Chiesa
cattolica ha a disposizione anzitutto il repertorio dei sette
sacramenti
, o simboli della grazia:

costituiscono i riti significativi dell’azione sacerdotale del Risorto
perdurante nella Chiesa, per coloro che hanno accolto mediante la
conversione l’annuncio del Vangelo.

I sacramenti, che stanno al centro della liturgia, costituiscono
l’ambito privilegiato della sua attività ministeriale.
Questa compagine è espressiva della sacramentalità globale che Cristo
comunica alla Chiesa; Battesimo, Cresima (o Confermazione) ed Eucarestia sono i sacramenti che fanno il cristiano; l’eucarestia
costituisce anche l’attualizzazione dell’alleanza/comunione di Dio con
il suo popolo ed è l’azione dell’assemblea liturgica domenicale; Ordine
e Matrimonio
sono connessi alla struttura organica della Chiesa,
secondo i ruoli differenziati, il primo per costituire le sue guide, il
secondo come sua realizzazione a livello capillare; Penitenza o Riconciliazione, e Unzione degli Infermi sono per le situazioni di crisi; il viatico è il sacramento dei morenti.
Se già il simbolo, per la sua tensione interna, costituisce un segno
potenziato, il sacramento, che implica la santificazione dall’alto, suppone la Rivelazione.

Poiché derivano la loro efficacia dall’iniziativa di Dio (in collegamento con la ricerca di salvezza da parte dell’uomo), sono simboli di grado superiore; come intermediazione divino-umana, perchè la componente fondamentale è dell’ordine della santificazione, i sacramenti sono “supersimboli“: anche se obbediscono alle leggi della natura, ne superano le categorie consuete.

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