LE PARTI E IL FUNZIONAMENTO DEI SEGNI DELLA LITURGIA (2° tratto)

Nella celebrazione liturgica intervengono...

Nella celebrazione liturgica intervengono fino a due o tre componenti dinamiche:
nell’iniziazione cristiana (battesimo, cresima, eucarestia) e nell’unzione abbiamo parola, gesto, ed elemento; negli altri sacramenti (riconciliazione, ordine, matrimonio) i costitutivi sono verbali e gestuali o parola soltanto. Il segno cultuale cristiano richiede che si parta dalla Parola di Dio (momento memoriale fondante), per passare all’atto di epiclesi (invocazione dello Spirito Santo), attraverso una mimesi gestuale (imitazione dell’evento istitutivo): in tal modo l’agire rituale viene investito di intenzionalità, significato e operatività. Ne deriva che il simbolo liturgico ha una dimensione commemorativa di un evento di salvezza, una dimensione rappresentativa attualizzante e una dimensione profetica e prefigurativa, in quanto annuncio della realtà piena a cui si prepara.
Decurtato nell’esperienza religiosa dall’impostazione intellettualistica della sua cultura, l’uomo oggi si trova meglio tra le cifre e le sigle che nell’habitat dei simboli. Oltre la malia delle metafore e delle immagini, in essi tuttavia riscopre, tra figura e coscienza, le radici identificanti e le vestigia per la sua memoria storica. Come alternativa al suo isolamento, il simbolo religioso offre superamento, partecipazione e congiunzione: questa struttura costituisce una risposta alla sua ricerca e alle sue attese spirituali.

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