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GIUSEPPE NELLA STORIA DELLA CHIESA

La figura di S. Giuseppe è stata rivalutata lungo i secoli...

La figura di Giuseppe ha goduto di scarsa attenzione nell’età patristica, durante la quale è stata studiata raramente e sempre in relazione al mistero di Cristo (per esempio da Giovanni Crisostomo e Girolamo). Dopo un lungo periodo di silenzio il tema venne ripreso dagli scrittori ecclesiastici nei secc. XII e XIII, ma il merito di aver riproposto e rivalutato la figura di Giuseppe va sicuramente ai monaci francescani Bonaventura da Bagnoregio, Pietro Olivi e Ubertino da Casale. Da segnalare è anche il Sermo de sancto Joseph (Discorso su S. Giuseppe) di Bernardino da Siena. L’impulso decisivo per lo sviluppo del culto e lo studio della figura di S. Giuseppe è stato dato dai Papi negli ultimi centoventi anni.
Pio IX, lo proclamò infatti, l’8 dicembre 1870 patrono della Chiesa universale e ne solennizzò la festa il 19 marzo. Leone XIII nel 1889 emanò l’enciclica Quamquam pluries, il più ampio documento pontificio sulla sua figura, che spiega i fondamenti teologici dei privilegi concessi a S. Giuseppe e la sua missione nella Chiesa. Sulla stessa linea procedettero gli altri pontefici proponendo S. Giuseppe come modello degli operai, degli sposi e come difesa sicura nei confronti dell’ateismo militante (Pio XI). Nel 1955 Pio XII consacrò il Primo Maggio cone la festa liturgica di S. Giuseppe operaio. Infine Giovanni XXIII il 19.3.1961, pose il Concilio Vaticano II sotto la protezione di S. Giuseppe.