Il termine Pasqua deriva dal verbo ebraico pasach (passare) e ricorda l’episodio del libro dell’Esodo in cui Dio passa oltre le case degli Ebrei e colpisce invece quelle degli Egiziani. In origine si pensa però che si riferisse al passare dei pastori nomadi dalla casa invernale ai pascoli primaverili.
Infatti anticamente la festa di Pasqua si riferiva alle tradizioni dei pastori nomadi che quando passavano dall’abitazione invernale ai pascoli dove poi sarebbero stati la primavera e l’estate operavano un rito propiziatorio, sacrificando un’agnello per invocare la fecondità del gregge e la possibilità di trovare pascoli prosperi.
Il fatto che ungessero i pali della tenda e gli stipiti delle porte serviva per tenere lontani gli spiriti del male.
In seguito all’episodio narrato dal libro dell’Esodo questo antico rito venne reinterpretato e divenne la memoria della liberazione del popolo d’Israele dalla schiavitù d’Egitto.
Quando il popolo d’Israele si stabilisce nella terra di Canaan questa festa subisce l’influsso di un rito praticato dagli abitanti del luogo, durante il quale venivano mangiati pani azzimi (non lievitati) ad indicare l’inizio di un nuovo anno inagurato dal primo raccolto.
Le due feste in un primo momento vennero celebrate separatamente ma poi vennero fuse in un unica celebrazione.
Il pane azzimo divenne il pane dell’oppressione mangiato in Egitto, e divenne anche il simbolo della partenza improvvisa di Israele, senza che si potesse nemmeno lasciar lievitare il pane.
Il sangue sugli stipiti delle porte diviene il simbolo della salvezza degli Ebrei, accordatagli da Dio.
Le erbe amare con cui è condito l’agnello ricordavano l’amarezza della schiavitù. La festa di Pasqua mantenne anche una tradizione legata al nuovo raccolto, con l’offerta dei doni che era
un rendimento di grazie da JHWH, Signore della terra e di ogni suo frutto.
Inizialmente questa festa aveva un carattere familiare, fu il re Giosia, con la sua riforma a renderla festa nazionale. Gli Ebrei si recavano a Gerusalemme in pellegrinaggio per la celebrazione del sacrificio dell’agnello, mentre in ogni famiglia si contiunava a celebrare il pasto dell’agnello con il racconto della liberazione dall’Egitto.

Francesco Venuti








