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STORIA DEL CANTO GREGORIANO FINO A PAPA GREGORIO MAGNO

A cura di Giovanni Vianini, direttore della Schola Gregoriana Mediolanensis (MI).

Cronologicamente parlando bisogna riferirsi ai primi secoli dell’era cristiana : quando il cammino apostolico dei Padri della Chiesa, approdato al centro dell’Impero Romano, è costretto a confrontarsi con una situazione estremamente complessa e articolata che vedeva la coesistenza di popoli diversi, ciascuno con lingue e tradizioni proprie.

L’organizzazione della nuova confessione religiosa e la costituzione del conseguente apparato chiesastico, favorì lo sviluppo di un repertorio di musiche e testi. Si tratta di un primo corpus liturgico, non ancora espressione completamente originale, inteso come naturale ed efficace completamento dell’ecumenica missione evangelizzante, capace in qualche modo di unificare il nascente mondo cristiano in nome delle idealità autentiche che portava con sè.

Nelle cerimonie dell’antica Chiesa romana risuonavano musiche e testi (il greco Kyrie eleison ad esempio) influenzate dai tipi di canto dell’Oriente e ancora fortemente ancorate ai modi musicali preesistenti, spesso pagani.

Attraverso stratificazioni successive si svilupparono espressioni musicali differenziate, legate a particolarismi locali, che conobbero momenti di significativa vivacità creativa: il Canto gallicano (nella zona francese)Canto mozarabico (nell’attuale Spagna)Canto ambrosiano (nei territori che facevano capo a Milano)
Sono alcuni fra i tanti repertori delle celebrazioni liturgiche cristiane che si svilupparono in concomitanza con il canto romano antico, o paleoromano, della capitale.

In questa fase storica, dunque, non esisteva una liturgia omogenea accompagnata da un’unica tradizione musicale. Neppure con Gregorio Magno, papa dal 590 al 604 - e nonostante la Chiesa, dopo secoli di vicende travagliate, vedesse progressivamente rafforzato il proprio potere politico e la propria autorità spirituale - si profilarono mutamenti sostanziali nella creazione d’un repertorio specifico e congruo ai progressivi mutamenti della celebrazione liturgica. Occorre pertanto sfatare la leggenda, perpetuata nei secoli con evidente legittimatorio (Papa Gregorio fu il riformatore del culto cristiano: disegnò l’anno liturgico e provvide alla redazione dei testi dei primi Antifonari), secondo cui Gregorio sarebbe stato l’inventore del canto che da Lui avrebbe preso nome.