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1 - SANT'AMBROGIO IL SUO INVENTORE E INIZIATORE

Prima parte della relazione di Giovanni Vianini direttore della Schola Gregoriana Mediolanensis sul canto Ambrosiano.

Per togliere a questo argomento ogni astrazione, diciamo che non si può parlare di canto ambrosiano senza accennare, sia pur brevemente, a Sant’Ambrogio. Questa figura, infatti, è talmente importante per la storia della chiesa e per il canto che porta il suo nome da non permettere di essere trascurata o sottintesa.

Ambrogio nacque nel 340 d.C. a Treviri, importante città dell’impero romano, oggi in Germania, figlio di un funzionario romano, rimase presto orfano di madre e di lui e del fratello Satiro, poi santificato, si occupò la sorella Marcellina. Fu educato a Roma, divenne avvocato e governatore della Liguria - Emilia con sede a Milano. In quel momento la città e l’intera regione era dilaniata dalla lotta con gli ariani, seguaci di una delle eresie più significative del secolo. Ario nega la divinità di Cristo, la sua consustanzialità con il Padre, quindi il valore della redenzione.

Ambrogio, dice la tradizione, giunto a placare gli animi infervorati dei cittadini, sentì la voce di un bambino che proponeva di eleggerlo Vescovo. Era il 374 d.C. ed Ambrogio si trovava nella condizione di catecumeno, quindi non era neppure battezzato. Questo fatto non ci deve stupire, sia perché spesso i Vescovi erano eletti dai cittadini, dato che li rappresentavano e svolgevano compiti di amministratori civici, sia perché il battesimo era spesso concesso dopo un lunghissimo catecumenato, in età non più giovanissima. Ambrogio, sempre seguendo il racconto tradizionale, rappresentato anche nelle formelle dell’altare d’oro di Volvinio nella chiesa a lui dedicata a Milano, scappò, vagò per tutta la notte per sfuggire dalla città, ma misteriosamente si ritrovò all’alba alle porte di Milano e capì che questo era il suo compito.

Ricevette il battesimo, l’ordine, offrì i suoi beni alla chiesa, iniziò una vita di apostolato, fu ammirato da tutti, perché fondeva la speculazione filosofica greca con l’equilibrio romano, fu legislatore, consigliere di vescovi ed imperatori, difensore del papato e dell’ortodossia, scrisse importanti trattati, opere di esegesi e fu l’iniziatore del canto che porta il suo nome.
Siamo certi di questa informazione? Perché il canto per la chiesa, che solo dal 313 - editto di Costantino - poteva esprimersi liberamente, era così importante?