2062 I comandamenti propriamente detti vengono in secondo luogo; essi esprimono le implicanze della appartenenza a Dio stabilita attraverso l’Alleanza.
L’esistenza morale è risposta all’iniziativa d’amore del Signore. E’ riconoscenza, omaggio a Dio e culto d’azione di grazie. E’ cooperazione al piano che Dio persegue nella storia.
2063 L’Alleanza e il dialogo tra Dio e l’uomo sono ancora attestati dal fatto che tutte le imposizioni sono enunciate in prima persona (”Io sono il Signore…”) e rivolte a un altro soggetto (tu…”). In tutti i comandamenti di Dio è un pronome personale singolare che indica il destinatario. Dio fa conoscere la sua volontà a tutto il popolo e, nello stesso tempo, a ciascuno in particolare:
Il Signore comandò l’amore verso Dio e insegnò la giustizia verso il prossimo, affinché l’uomo non fosse né ingiusto, né indegno di Dio. Così, per mezzo del Decalogo, Dio preparava l’uomo a diventare suo amico e ad avere un solo cuore con il suo prossimo…
Le parole del Decalogo restano validissime per noi. Lungi dall’essere abolite, esse sono state portate a pienezza di significato e di sviluppo dalla venuta del Signore nella carne [Sant’ Ireneo di Lione, Adversus haereses, 4, 16, 3-4].

Francesco Venuti









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