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INTRODUZIONE AL "PADRE NOSTRO"

La preghiera che Gesù stesso ci ha insegnato. Prende il via con quest'intervento una nuova sezione che cercherà di esaminare il "Padre Nostro" in tutte le sue sfaccettature.

Il “Padre Nostro” è la preghiera insegnata da Gesù ai discepoli.

Ci è giunto nelle versioni di Matteo (6,7-13):

Padre nostro che sei nei cieli

Sia santificato il tuo nome

Venga il tuo regno

Sia fatta la tua volontà

sulla terra come in cielo.

Donaci oggi

il nostro pane fino a domani

E rimetti a noi i nostri debiti

Perché anche noi abbiamo

perdonato ai nostri debitori

Non ci indurre in tentazione

Ma liberaci dal maligno

e di Luca (11,1-4):

Padre

Sia santificato il tuo nome

Venga il tuo regno

Donaci ogni giorno

il nostro pane fino a domani

E perdonaci i nostri peccati

Perché anche noi perdoniamo

a ogni debitore

E non ci indurre in tentazione

Fra le due versioni non mancano le differenze: sette domande in
Matteo e cinque in Luca; esistono poi alcune varianti all’interno
delle domande comuni del pane e del perdono.

I primi cristiani nella loro memoria non si sentivano legati
alle parole. Già dal punto di vista formale il “Padre Nostro” è
una preghiera con tratti originali. Mancano completamente quelle
espressioni che si trovano in tutte le preghiere; ti prego, ti
supplico, ti lodo, ti ringrazio.

Le richieste del “Padre Nostro” sono asciutte, senza preamboli,
senza aggettivi, tutte all’imperativo.

Il “Padre Nostro” è una preghiera curata fin nei minimi particolari.

Il fatto che le domande siano sette in Matteo e cinque in Luca
non intacca la struttura generale, che resta comune.

L’ordine delle domande è identico, e sostanzialmente identico è
il significato.