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L'espressione "che sei nei cieli"

Dopo le parole "Padre" e "Nostro" troviamo ora l'espressione "che sei nei cieli" che, a prima vista, ci dà il senso di un Dio irraggiungibile, ma che invece ha ben altro significato...

L’espressione “che sei nei cieli” non rimanda ad un luogo, bensì ad un modo di essere; non la lontananza da Dio, ma la suà maestà.

Nella mentalità ebraica esistevano più cieli; per il popolo Ebreo Dio abitava nella parte inaccessibile.
In sostanza qui viene sottolineata la trascendenza di Dio, la sua infinita grandezza.

Il contrasto con la parola “Padre” è vivo e ricco di profondità: la parola “Padre” ci parla di un Dio vicino, nostro intimo; la parola “che sei nei cieli” parla di trascendenza, di infinito. Un’espressione completa l’altra. Dio ci è intimo, ci è Padre, perché? Perché è l’Infinito, il Trascendente.

Questi due concetti quasi contraddittori, diventano nella preghiera di Gesù, complementari.
L’espressione “che sei nei cieli” non indica un luogo, ma la maestà di Dio e la sua presenza nel cuore dei giusti. Il cielo, la casa del Padre, costituisce la vera patria, verso la quale siamo in cammino e alla quale già apparteniamo.

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