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Il timor di Dio

Non c'indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen! (Matteo 6,13) Perché sempre ricado negli stessi peccati? Forse la causa è un'occasione pericolosa o la mia passione predominante, d'ora innanzi vigilerò per evitarla e pregherò per vincerla.

Non c’indurre in tentazione. Il peccato originale non ha estinto la nostra intelligenza, ma l’ha molto annebbiata; non ha distrutto la nostra volontà, ma l’ha gettata fra le spaventose tempeste della concupiscenza, delle seduzioni del mondo, delle tentazioni del demonio.

Scrisse San Paolo: Noi portiamo in un vaso fragile come la creta, la grazia del Signore (2Corinzi 4,7).
Siamo tutti spiritualmente infermi e ci muoviamo fra mille pericoli: come l’infermo cerca con ogni cura il clima, il cibo, l’ambiente più opportuno per conservare la sua vita, così noi dobbiamo prediligere il clima del fervore, il cibo dell’Eucarestia, l’ambiente dei santi per poterci salvare.
E’ quasi sempre l’occasione cattiva che induce al peccato. Non saremo mai né troppo prudenti, né troppo penitenti.

Liberaci dal male. Il male è la privazione del bene. L’unico sommo e vero male è il peccato mortale.
Solo Dio può salvarci dal peccato, perché Satana è più forte di noi. Per questo noi dobbiamo sempre pregare: Signore, vieni in nostro aiuto; affrettati a soccorrerci. Signore, salvaci, senza di te periamo! (Matteo 8,25).
S. Bernardo vuole che il timor di Dio sia il custode della casa dei santi: esso è la corona dei doni dello Spirito Santo.
Chi più ama Dio, più teme di perderlo.