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La Santa Messa

Questo è il mio corpo, che sarà immolato per voi. Fate questo in memoria di me. (Luca 22,19)

La S. Messa è un ricordo vivo della morte del Signore, un sacrificio di valore infinito, un conforto soprannaturale a eroici sacrifici.

Un ricordo vivo della passione e morte di nostro Signore Gesù Cristo: il sacerdote che ascende l’altare a celebrare una Messa rappresenta Gesù che salì al Calvario a morire per noi.
Non vi è un’azione più grande di quella che compie l’uomo quando ascoltando una S. Messa, come la Madonna, Giovanni l’Evangelista e le pie donne, conforta Gesù Crocifisso nella sua agonia d’amore.

Un sacrificio di valore infinito per soddisfare tutte le pene da noi meritate coi nostri peccati e per domandare a Dio, con diritto, ogni grazia di gloria per i santi, di suffragio per i morti, di benedizione per noi e per tutta l’umanità. Una sola goccia del Sangue contenuto nel calice della Messa vale a salvare tutto il mondo. Le penitenze degli eremiti, i tormenti dei martiri, le fatiche dei confessori, non valgono quanto una Messa.

Un conforto soprannaturale a eroici sacrifici. Chiunque ascolta una Messa deve riflettere con S. Paolo: Se Cristo Gesù è morto per me, che cosa io non potrò io soffrire e patire per Lui? Ogni S. Messa vuole una messe di sacrifici.
Il più sublime modo di ricambiare l’infinita bontà di Gesù che è morto per noi sarà quello di desiderare ogni giorno la morte come una Messa, nella quale il corpo sarà l’ostia viva, il letto l’altare, l’anima ardente d’amore per il Crocifisso il sacerdote.