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4 - Le formule della fede trinitaria (seconda parte)

In questa seconda parte vediamo com'è presente sulla Bibbia la formula trinitaria.

D’altra parte l’evento pasquale non rivela solo chi è il Padre e chi è il Figlio, ma deve dilatarsi nell’esperienza della comunità credente, diventare presenza efficace, interiore e attuale. E’ questo il luogo della manifestazione dello Spirito, che fu avvertita come la sorgente delle principali espressioni della vita cristiana: la straordinaria forza della predicazione che suscita la fede; l’esperienza del culto della comunità, in cui lo Spirito mette l’assemblea in comunione con Dio e tra i suoi membri; l’esperienza personale di un diverso rapporto con Dio, soprattutto nella preghiera.

Tale azione trasformante e unificante dello Spirito affonda le radici nella memoria storica di Gesù, la cui missione appare fin dall’inizio animata da una particolare effusione dello Spirito di Dio (in particolare in Luca), ma soprattutto è riferita all’evento pasquale di Gesù in cui quest’opera di trasformazione raggiunge il suo vertice. Per questo lo Spirito è detto sia Spirito di Dio, che Spirito di Gesù, forse meglio si direbbe lo Spirito di Dio attraverso Gesù.
Così Paolo lotta contro un’esperienza dello Spirito e dai suoi doni carismatici separata da Gesù (dalla sua Croce), mentre Giovanni assegna allo Spirito la duplice funzione della testimonianza e della comprensione interiore della parola e della vicenda di Gesù. In tal modo Giovanni spinge il suo sguardo fin dentro le profondità delle relazioni tra il Padre, il Figlio e lo Spirito, vedendo nella comunione tra i credenti il riverbero della comunione trinitaria.

Si arriva così in prossimità delle formule tripartite (1Ts 1,3-6; 1Cor 12,4-6; 2Cor 13,13; Rm 5,1-6; Gal 4,6; 1Pt 1,2; Mt 28,19):
esse danno voce al fatto che Dio, proprio così come è in sé, si è donato nella Pasqua di Gesù, ed è pertanto la sorgente di una libertà cristiana rinnovata interiormente, della vita della comunità, della sua missione verso le genti, della sua dinamica nel mondo, della sua fervente attesa del Regno. Mistero di Dio, evento pasquale, esperienza della libertà credente, intensa vita di preghiera comune, esistenza fraterna della comunità, nuovi comportamenti morali e sociali, dinamica missionaria, sono contrassegnate dal sigillo del volto del Dio trinitario (per esempio, negli splendidi testi della Seconda lettera ai Corinzi 13,13 e Matteo 28,19-21).