La mentalità greca sottopone la fede cristiana a una pressione che separa il Dio unico e trascendente dalle forme storiche del suo manifestarsi, che divide il Dio in sé dal Dio per noi, facendo fatica a mostrare come nel Dio per noi si partecipi veramente la realtà di Dio in sé.
Per questo la riflessione di fede dei Padri della Chiesa e dei concili ecumenici antichi, con il supporto della riflessione dei grandi teologi trinitari (Basilio, Gregorio di Nissa, Gregorio Nazianzieno, Agostino) mantiene con tenacia la difficile unità tra storia della salvezza e la vita di Dio in se stesso.
I pronunciamenti del concili di Nicea e Costantinopoli fisseranno la fede nella divinità di Cristo (”della stessa sostanza del Padre”) e dello Spirito (”che è Signore e dà al vita”) ponendo con ciò il problema di pensare insieme l’unicità e la trinità di Dio.
Il linguaggio è segnato dalla mentalità greca (natura-sostanza e persone), ma lo sforzo del concetto vuole servire alla ricchezza inesauribile della fede: Dio si rende partecipe in Gesù e nello Spirito. Nasce così la formula “una natura e tre persone”, per esprime l’unità e la distinzione dei tre nell’unico Dio. In tal modo la tradizione pluralista è composta con quella unitarista: Dio non è un’essenza immutabile e lontana che non si comunica, ma è un eterno scambio vivente di amore. Il linguaggio e il concetto spingeranno però ad un approfondimento speculativo della divaricazione delle due tradizioni, orientale e occidentale: quella latina che è centrata sull’unica natura divina, in cui si distinguono le relazioni tra Padre, Figlio e Spirito; quella greca che parte dal Padre, fonte e pienezza della divinità, da cui procede il Figlio e lo Spirito. Questa differenza trova il suo punto di confronto nell’aggiunta del Filioque in Occidente, non autorizzata dagli orientali (i quali temono che lo Spirito derivi da due “princìpi”) e fonte di vivaci contestazioni.
La riflessione sull’unità e la divisione corre il rischio di diventare formale e astratta se non è collegata con la storia della salvezza e con la vita nuova della comunità credente.

Francesco Venuti








