Questo sito contribuisce alla audience di

6 - L'influsso della cultura greca.

Continua il tema della Santissima Trinità, ed ora vediamo come la cultura greca ha influito sulla definizione della Santissima Trinità.

La mentalità greca sottopone la fede cristiana a una pressione che separa il Dio unico e trascendente dalle forme storiche del suo manifestarsi, che divide il Dio in sé dal Dio per noi, facendo fatica a mostrare come nel Dio per noi si partecipi veramente la realtà di Dio in sé.
Per questo la riflessione di fede dei Padri della Chiesa e dei concili ecumenici antichi, con il supporto della riflessione dei grandi teologi trinitari (Basilio, Gregorio di Nissa, Gregorio Nazianzieno, Agostino) mantiene con tenacia la difficile unità tra storia della salvezza e la vita di Dio in se stesso.
I pronunciamenti del concili di Nicea e Costantinopoli fisseranno la fede nella divinità di Cristo (”della stessa sostanza del Padre”) e dello Spirito (”che è Signore e dà al vita”) ponendo con ciò il problema di pensare insieme l’unicità e la trinità di Dio.
Il linguaggio è segnato dalla mentalità greca (natura-sostanza e persone), ma lo sforzo del concetto vuole servire alla ricchezza inesauribile della fede: Dio si rende partecipe in Gesù e nello Spirito. Nasce così la formula “una natura e tre persone”, per esprime l’unità e la distinzione dei tre nell’unico Dio. In tal modo la tradizione pluralista è composta con quella unitarista: Dio non è un’essenza immutabile e lontana che non si comunica, ma è un eterno scambio vivente di amore. Il linguaggio e il concetto spingeranno però ad un approfondimento speculativo della divaricazione delle due tradizioni, orientale e occidentale: quella latina che è centrata sull’unica natura divina, in cui si distinguono le relazioni tra Padre, Figlio e Spirito; quella greca che parte dal Padre, fonte e pienezza della divinità, da cui procede il Figlio e lo Spirito. Questa differenza trova il suo punto di confronto nell’aggiunta del Filioque in Occidente, non autorizzata dagli orientali (i quali temono che lo Spirito derivi da due “princìpi”) e fonte di vivaci contestazioni.

La riflessione sull’unità e la divisione corre il rischio di diventare formale e astratta se non è collegata con la storia della salvezza e con la vita nuova della comunità credente.