I tre gradi dell'amore a Gesù

Cercherò di essere in ogni momento della mia vita unito, simile, caro al mio Signore, ripetendogli ad ogni palpito del mio cuore: Mio Dio, ti amo!

L’amore unisce. Gesù vive in Cielo, nell’Eucaristia, nella Chiesa. Chi ama Gesù non sa staccarsi mai da Lui né col pensiero, né col cuore.
Come il cervo assetato, a Lui si abbevera sacramentalmente o spiritualmente nelle Comunioni e nelle visite eucaristiche. Lo cerca con premura nei poveri, nei vecchi, nei bimbi, negli ammalati, per soccorrerlo in essi col suo amore riconoscente. Sospira di vederlo in Cielo faccia a faccia, come Egli è.

L’amore trasforma. E’ impossibile amare Gesù senza imitarlo. Gesù, in ogni sua espressione, è maestro incomparabile, perfetto, universale.

Potrò imitarlo chiedendomi frequentemente: Che cosa direbbe Gesù? Che cosa farebbe Gesù? Come risponderebbe Gesù? Come tratterebbe Gesù? Cosa darebbe Gesù? Dove andrebbe Gesù? Come giudicherebbe Gesù? Le risposte a questi interrogativi imprimono facilmente sul carattere di chi ama il Signore la sua divina fisionomia, da dover ripetere sinceramente: Non sono più io che vivo in me, ma vive in me Cristo (Gal. 2,20).

L’amore uniforma. San Paolo scriveva: Per me il Vivere è Cristo, il morire un guadagno (Filippesi 1,21).
Chi ama Gesù così s’imbeve dei suoi sentimenti, gusti, desideri, da non avere che una volontà: la sua. Per i santi la preghiera di ogni giorno è: Signore, che cosa vuoi da me? Signore, che posso fare che ti sia più caro? è la domanda di ogni istante. Cercare quello che piace a Gesù è la regola più sicura della perfezione.

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