L’amore unisce. Gesù vive in Cielo, nell’Eucaristia, nella Chiesa. Chi ama Gesù non sa staccarsi mai da Lui né col pensiero, né col cuore.
Come il cervo assetato, a Lui si abbevera sacramentalmente o spiritualmente nelle Comunioni e nelle visite eucaristiche. Lo cerca con premura nei poveri, nei vecchi, nei bimbi, negli ammalati, per soccorrerlo in essi col suo amore riconoscente. Sospira di vederlo in Cielo faccia a faccia, come Egli è.
L’amore trasforma. E’ impossibile amare Gesù senza imitarlo. Gesù, in ogni sua espressione, è maestro incomparabile, perfetto, universale.
Potrò imitarlo chiedendomi frequentemente: Che cosa direbbe Gesù? Che cosa farebbe Gesù? Come risponderebbe Gesù? Come tratterebbe Gesù? Cosa darebbe Gesù? Dove andrebbe Gesù? Come giudicherebbe Gesù? Le risposte a questi interrogativi imprimono facilmente sul carattere di chi ama il Signore la sua divina fisionomia, da dover ripetere sinceramente: Non sono più io che vivo in me, ma vive in me Cristo (Gal. 2,20).
L’amore uniforma. San Paolo scriveva: Per me il Vivere è Cristo, il morire un guadagno (Filippesi 1,21).
Chi ama Gesù così s’imbeve dei suoi sentimenti, gusti, desideri, da non avere che una volontà: la sua. Per i santi la preghiera di ogni giorno è: Signore, che cosa vuoi da me? Signore, che posso fare che ti sia più caro? è la domanda di ogni istante. Cercare quello che piace a Gesù è la regola più sicura della perfezione.

Francesco Venuti








