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L'OMELIA - Riferimenti teologico-liturgici

Seconda parte dell'articolo sull'omelia.

L’omelia è la forma di predicazione privilegiata che si distingue da tutte le altre (predicazione di missioni, predicazione di esercizi spirituali ecc.), dato che si inserisce nella celebrazione sacramentale dalla quale riceve una speciale efficacia. Nello stesso tempo essa apporta alla Liturgia un indispensabile elemento di attualità; se ben preparata, rispecchia più da vicino la sensibilità della comunità celebrante e contribuisce ad un discernimento, a partire dalla Parola, su fatti e situazioni che la coinvolgono.

Compito dell’omelia è dire come si attuano “qui” ed “ora” i misteri di Cristo. Essa rende percettibile nella celebrazione, tra coloro che vi partecipano, l’attualizzazione della salvezza procurata da Cristo. Essa deve nutrire nel mondo la vita dei credenti, alimentando una fede profonda, rafforzando la speranza e sostenendo la carità verso Dio e verso i fratelli.

La regola aurea dell’omelia dice:” L’omelia deriva i suoi temi e i suoi motivi soprattutto dalla Sacra Scrittura e dai testi liturgici della Messa o del sacramento che si celebra. Nel corso dell’anno liturgico l’omelia illustra i misteri della fede e le norme della vita cristiana, riferendoli sempre alla Pasqua di Cristo; essa tiene in debito conto che l’azione liturgica che si sta svolgendo e assume una accentuata tonalità kerygmatica, dottrinale morale o apologetica, secondo le particolari esigenze dei fedeli presenti”.