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L'OMELIA - Orientamenti pastorali

Terza parte dell'articolo sull'omelia, in cui vengono date delle indicazioni su come deve essere l'omelia all'interno della celebrazione liturgica oggi, indicazioni che molte volte vengono disattese dai sacerdoti, che solo in alcuni casi sanno essere incisivi sulla vita delle persone.

Ricordi il predicatore che non deve essere offesa o sminuita la dignità dell’omelia, essendo essa chiamata a stare vicina alle parole dei Profeti, degli Apostoli e dello stesso Gesù e ad entrare, in qualche modo, nel santuario delle coscienze dove avviene l’incontro con la Parola che chiama e che salva. L’omelia sia incentrata sulla Parola di Dio proclamata nelle letture e, nello stesso tempo, sia incarnata nelle situazioni concrete di gioia o di sofferenza vissute dalla comunità.

Data la particolarissima efficacia della Parola celebrata nella liturgia, è obiettivo dell’omelia contribuire al sorgere delle vocazioni di speciale consacrazione. Infatti, i fedeli chiamati hanno bisogno di essere incoraggiati a rispondere alla Parola di Dio e dire: “Eccomi, manda me” (Is 6,8). Il Sinodo anche in questa sede rileva l’attualità e la gravità del problema vocazionale e missionario, anzi lo identifica come una delle sfide più cruciali.

Quando si dice che l’omelia non deve essere né troppo lunga né troppo breve, come pure accuratamente preparata, sostanziosa e appropriata, si intende anche ricordare che il suo tempo deve dar luogo al silenzio e la sua sostanza deve essere idonea a fecondare questo silenzio di preghiera e di contemplazione, con propositi di conversione.

Chi tiene l’omelia si preoccupi di armonizzare il suo contenuto con le monizioni che arricchiscono la celebrazione. In particolare nella Messa l’omelia in qualche modo è completata e arricchita dalle brevi e preziose monizioni previste per i vari momenti: all’inizio della celebrazione, prima delle letture, prima della preghiera eucaristica, al Padre Nostro e prima del congedo.

Come ogni celebrazione liturgica prevede la proclamazione, anche se breve, della Parola di Dio, così in qualunque celebrazione si potrà tenere l’omelia o qualche breve esortazione. Anzi, nelle celebrazioni festive essa è obbligatoria. A tal proposito è bene ricordare che anche nella liturgia del sacramento della Penitenza l’esortazione del confessore ha quasi tutte le caratteristiche dell’omelia.

L’omelia è propria dei ministri ordinati: Vescovo, sacerdote e diacono. Tuttavia in casi particolari (piccoli gruppi ben formati e celebrazioni specifiche della Parola o di qualche sacramentale ecc.) è possibile che i fedeli apportino brevi contributi nello spirito e nella natura propria dell’omelia. In simili circostanze chi presiede deve correggere ogni eventuale soggettivismo e intimismo, ogni polemica e speculazione e altri atteggiamenti impropri.

Tra le “particolari esigenze dei fedeli” oggi nei nostri ambienti vanno annoverati i problemi sollevati dalla morale coniugale e dagli imperativi dell’impegno civile, politico e sociale.