Al centro della sua vita, però, rimase indiscutibilmente la religione. Chiamò a Ulvàsa il primo teologo svedese del suo tempo, il canonico di Linköping, Magister Matthias, quale confessore e consigliere personale in materia di religione.
Attraverso il suo insegnamento prese conoscenza della letteratura religiosa mistica ed apocalittica contemporanea che ebbe gran parte della sua formazione spirituale. Accanto a tale studio, la lettura della Sacra Scrittura e delle opere di San Bernardo di Chiaravalle, contribuirono a perfezionare la sua educazione religiosa.
Intorno all’anno 1340 Brigida lasciò il suo ufficio a corte per ragioni politiche. Al ritorno in Svezia, il marito si ammalò gravemente e morì poco dopo il rimpatrio, nel 1344.
Quest’anno rappresenta nella vita di Santa Brigida una data assai significativa. Lasciò Ulvàsa e prese dimora vicino al monastero cirstencense di Alvastra dove ricevette la prima di una lunga serie di rivelazioni religiose. Tali rivelazioni le giungevano generalmente in uno stato di estasi e dopo il suo risveglio le scriveva essa stessa o le dettava in svedese al suo confessore, il quale ne curava in seguito la traduzione in latino.
Secondo il contenuto della prima rivelazione, Cristo l’aveva chiamata sua sposa e l’aveva scelta quale strumento per avviare gli uomini alla strada di cristiana rettitudine. Nelle rivelazioni successive si indirizzava violentemente contro il malcostume del tempo e specialmente contro la vita di corte di Magnus, cercava anche di ristabilire la pace tra Francia ed Inghilterra mediante messaggi divini e di indurre il Papa a far ritorno a Roma.

Francesco Venuti








