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PECCATO E CONVERSIONE - quarta parte

La luce della fede ci fa riconoscere la gravità del peccato, che è rifiuto dell'amore di Dio e rovina dell'uomo; allo stesso tempo ci manifesta la misericordia di Dio che rende possibile la nostra conversione e santificazione.

Essenzialmente diverso è il peccato
“veniale”, che non comporta un rifiuto di Dio, ma solo un’incoerenza nel cammino
verso di lui. E’ un atto di disobbedienza alla sua volontà in qualche contenuto
di minore importanza, o in qualche contenuto importante ma senza piena
avvertenza o deliberato consenso. Sebbene non paragonabile al precedente
possiede una sua triste serietà;
sciupa energie preziose, ostacola la crescita personale e il progresso
sociale, mette in pericolo di cadere nel peccato mortale.

Mentre smaschera il peccato,
la fede ci fa conoscere la misericordia di Dio; mentre abbatte l’orgoglio e la
presunzione, ci solleva dallo scoraggiamento e dalla
disperazione.

Dio ama i peccatori, prima
ancora che si convertano. Li va a cercare come il pastore cerca la pecora
smarrita. Li converte e li rende giusti. Da soli non riuscirebbero mai a
liberarsi dal peccato: prigionieri di un egoismo tenace e di una logica tutta
terrestre, immersi in un contesto sociale corrotto, non potrebbero mai
rovesciare il proprio centro di interesse e i propri criteri di valutazione;
morti alla vita di comunione con Dio, non potrebbero mai risuscitare se stessi.
Ma lo Spirito Santo li raggiunge con la sua forza e li guida sulla via del
ritorno; cooperando con la sua grazia, essi prendono coscienza dei loro peccati,
ne provano rimorso, si aprono alla fiducia, al desiderio di riconciliarsi con
Dio. Finalmente viene il momento in cui rinnegano il peccato, assumono un
progetto di vita conforme al Vangelo ed entrano in un atteggiamento filiale
verso Dio e fraterno verso il prossimo, E’ la conversione fondamentale, la
giustificazione. Per i cristiani avviene solo in connessione con il sacramento
della riconciliazione: o nella celebrazione di esso o prima della celebrazione
mediante il dolore perfetto, che include il proposito di confessarsi al più
presto.

Come Pietro, “anche tu, se
vuoi meritare il perdono, cancella le tue colpe con le lacrime: in quel momento
Cristo ti guarda. Se incappi in qualche colpa, egli testimone presente di tutta
la tua vita segreta, ti guarda per ricordarti l’errore e spingerti a
confessarlo”.