Questo sito contribuisce alla audience di

L'ISLAM (terza parte)

In quest'articolo alcune precisazioni sulle cose che ci uniscono e sulle cose che ci dividono dall'Islam ed un indicazione sul percorso che si può fare insieme ai mussulmani. Questa è l'ultima parte della sezione sull'Islam (almeno per ora) e non è sicuramente esaustiva dell'argomento, sul quale ci sarebbe da parlare per settimane, ma vuole dare solo qualche piccolo cenno (tratto dal Catechismo degli Adulti della Chiesa Cattolica) su cos'è l'Islam e su quale può essere il rapporto con gli islamici.

Comune alle
due religioni è la giusta preoccupazione che la fede non sia separata dalla vita
e che ogni attività sia sottomessa alla volontà di Dio. Ma ciò non giustifica
una legislazione minuziosa, che pretende di regolare le cose una volta per
sempre: ne rimarrebbero facilmente soffocate le esigenze concrete dell’amore e
del servizio all’uomo; ci si esporrebbe all’incompatibilità con nuove situazioni
impreviste. Tanto meno comporta la confusione tra lo spirituale e il temporale,
con la conseguente giustificazione dello stato teocratico islamico, così diverso
dal moderno stato democratico.

Riconosciamo
che i musulmani tradizionalmente hanno praticato una certa tolleranza nei
confronti di cristiani ed ebrei, conferendo loro uno speciale statuto di ospiti
protetti. Ma oggi la dignità della persona umana e il riconoscimento dei suoi
diritti esigono la piena cittadinanza per le minoranze, la libertà di coscienza
per tutti, la parità sociale dell’uomo e della donna, offuscata fra l’altro
dalla poligamia.

Condividiamo
la valutazione positiva della vita terrena, della prosperità economica, della
giustizia sociale, del progresso culturale. style="mso-bidi-font-weight: normal">Ma non possiamo vedere nel successo
temporale il segno sicuro della benedizione di Dio. Rimarrebbe senza significato
l’esperienza umana fondamentale della sofferenza.

height=336 alt="Medina di notte" hspace=20
src="http://info.supereva.it/olisea/img/medina2.jpg" width=414 align=right
vspace=20>
style="mso-bidi-font-weight: normal">

Sono
innegabili nella tradizione islamica gli alti valori morali e religiosi che
alimentano la vita spirituale di milioni e milioni di uomini. Non manca però in
campo etico qualche concessione di troppo alla debolezza umana. Soprattutto il
rapporto con Dio è intenso come sottomissione e non come amore. Fanno eccezione
i mistici; ma essi si trovano ai
margini dell’ortodossia ufficiale.

Malgrado le
profonde divergenze, cristianesimo e islam si incontrano nella fede in un solo
Dio, onnipotente e misericordioso. Il grido: “Dio è grande!”, che ha così
profonda risonanza nei musulmani, affascina anche i cristiani. Animati da questa
fede, gli uni e gli altri possono camminare insieme verso un’attuazione più
piena della libertà della fraternità, della convivenza
pacifica.