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L'EUCARISTIA (seconda parte)

In quest'articolo approfondiamo gli aspetti dell'eucaristia che riguardano le figure del ministro e dell'assemblea e la struttura della Messa, con le due parti principali che sono la Liturgia della Parola e la Liturgia eucaristica.

Già questa antica descrizione, pur
attestando la partecipazione attiva di tutta l’assemblea, mette in forte risalto
il ruolo del capo della comunità. Fin dall’inizio chi guida le comunità presiede
anche l’eucaristia. Solo i vescovi e i presbiteri, validamente ordinati, possono
consacrare validamente, essendo abilitati ad agire in nome di Cristo. D’altra
parte tutti i cristiani, diventati per il battesimo popolo sacerdotale hanno il
diritto e il dovere di associarsi all’azione liturgica.

Il presidente e l’assemblea sono
segni in cui Cristo attua la sua presenza. Per acclamare il Signore che viene e
si src="http://info.supereva.it/olisea/img/eucaristia1.jpg" width=178
align=right vspace=10 border=0> esprime in questi segni, si cura la convocazione
dell’assemblea e si solennizzano nella Messa i riti di introduzione.

La celebrazione si articola
in due parti: liturgia della Parola e liturgia
eucaristica.

Sono due modalità eminenti
della presenza di Cristo, mensa della Parola di Dio e mensa del corpo di Cristo
da cui i fedeli ricevono alimento per la loro vita cristiana. Esse formano un
solo atto di culto e i fedeli devono essere esortati a parteciparvi
integralmente.

Come gli amici ravvivano la
loro amicizia con la conversazione e con il mettersi a tavola insieme, così Dio
rinnova l’alleanza con il suo popolo rivolgendogli la parola e ammettendolo a un
convito sacrificale. La parola di Dio, proclamata e spiegata, delinea il mistero
della salvezza, incentrato in Cristo, davanti allo sguardo della fede;
l’eucaristia attrae e conforma ad esso con con la forza dell’amore redentore.
L’assemblea ascolta in riverente silenzio; medita e interpreta la propria storia
alla luce della Parola; risponde con le acclamazioni, i canti, la professione di
fede, la preghiera universale dei fedeli. Così si dispone ad inserire se stessa,
insieme con tutta la storia e la creazione, nel sacrificio pasquale di
Cristo.

L’inserimento dell’uomo e
del suo mondo nel dono di sé che il Cristo fa al Padre viene suggerito già dal
primo rito della liturgia eucaristica: la presentazione del pane e del vino
“frutto della terra e del lavoro dell’uomo”. Si compie però nella
preghiera eucaristica e nella comunione sacramentale, che sono i riti
essenziali.