Questo sito contribuisce alla audience di

DAL LIBRO DEL QOELET

Cap. 7 vers. 1-18 IL MEGLIO

Un buon nome è preferibile all`unguento profumato
e il giorno della morte al giorno della nascita.
E` meglio andare in una casa in pianto
che andare in una casa in festa;
perché quella è la fine d`ogni uomo
e chi vive ci rifletterà.
E` preferibile la mestizia al riso,
perché sotto un triste aspetto il cuore è felice.
Il cuore dei saggi è in una casa in lutto
e il cuore degli stolti in una casa in festa.
Meglio ascoltare il rimprovero del saggio
che ascoltare il canto degli stolti:
perché com`è il crepitio dei pruni sotto la pentola,
tale è il riso degli stolti.
Ma anche questo è vanità.
Il mal tolto rende sciocco il saggio
e i regali corrompono il cuore.
Meglio la fine di una cosa che il suo principio;
è meglio la pazienza della superbia.
Non esser facile a irritarti nel tuo spirito, perché l`ira alberga in seno agli stolti.
Non domandare: “Come mai i tempi antichi erano migliori del presente?”, poiché una tale domanda non è ispirata da saggezza. E` buona la saggezza insieme con un patrimonio ed è utile per coloro che vedono il sole; perché si sta all`ombra della saggezza come si sta all`ombra del denaro e il profitto della saggezza fa vivere chi la possiede. Osserva l`opera di Dio: chi può raddrizzare ciò che egli ha fatto curvo? Nel giorno lieto stá allegro e nel giorno triste rifletti: “Dio ha fatto tanto l`uno quanto l`altro, perché l`uomo non trovi nulla da incolparlo”. Tutto ho visto nei giorni della mia vanità: perire il giusto nonostante la sua giustizia, vivere a lungo l`empio nonostante la sua iniquità.

Non esser troppo scrupoloso
né saggio oltre misura.
Perché vuoi rovinarti?
Non esser troppo malvagio
e non essere stolto.

Perché vuoi morire innanzi tempo? E` bene che tu ti attenga a questo e che non stacchi la mano da quello, perché chi teme Dio riesce in tutte queste cose.