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DAL LIBRO DELLA SAPIENZA

Cap. 16 vers. 15-29. Quarto contrappasso: la manna e la grandine.

E’ impossibile sfuggire alla tua mano:
gli empi, che rifiutavano di conoscerti,
furono colpiti con la forza del tuo braccio,
perseguitati da strane pioggie e da grandine,
da acquazzoni travolgenti, e divorati dal fuoco.
E, cosa più strana, l’acqua che tutto spegne
ravvivava sempre più il fuoco:
l’universo si fa alleato dei giusti.
Talvolta la fiamma si attenuava
per non bruciare gli animali inviati contro gli empi
e per far loro comprendere a tal vista
che erano incalzati dal giudizio di Dio.
Altre volte anche in mezzo all’acqua
la fiamma bruciava oltre la potenza del fuoco
per distruggere i germogli di una terra iniqua.
Invece sfamasti il tuo popolo con un cibo degli angeli,
dal cielo offristi loro un pane gia pronto senza fatica,
capace di procurare ogni delizia e soddisfare ogni gusto.
Questo tuo alimento manifestava
la tua dolcezza verso i tuoi figli;
esso si adattava al gusto di chi l’inghiottiva
e si trasformava in ciò che ognuno desiderava.
Neve e ghiaccio resistevano al fuoco senza sciogliersi,
perché riconoscessero che i frutti dei nemici
il fuoco distruggeva ardendo tra la grandine
e folgoreggiando tra le piogge.
Al contrario, perché si nutrissero i giusti,
dimenticava perfino la propria virtù.
La creazione infatti a te suo creatore obbedendo,
si irrigidisce per punire gli ingiusti,
ma s’addolcisce a favore di quanti confidano in te.
Per questo anche allora, adattandosi a tutto,
serviva alla tua liberalità che tutti alimenta,
secondo il desiderio di chi era nel bisogno,
perché i tuoi figli, che ami, o Signore, capissero
che non le diverse specie di frutti nutrono l’uomo,
ma la tua parola conserva coloro che credono in te.
Ciò che infatti non era stato distrutto dal fuoco
si scioglieva appena scaldato da un breve raggio di sole,
perché fosse noto che si deve prevenire il sole
per renderti grazie
e pregarti allo spuntar della luce,
poiché la speranza dell’ingrato
si scioglierà come brina invernale
e si disperderà come un’acqua inutilizzabile.