Il senso soprannaturale della fede
i fedeli partecipano della comprensione e della trasmissione della verità
rivelata. Hanno ricevuto l’unzione dello Spirito Santo che insegna loro
ogni cosa (105) e li guida « alla verità tutta intera
» (Gv 16,13).
La totalità dei fedeli […] non può sbagliarsi
nel credere, e manifesta questa proprietà mediante il senso soprannaturale
della fede di tutto il popolo quando “dai Vescovi fino agli ultimi
fedeli laici” esprime l’universale suo consenso in materia di fede
e di costumi ». (106)
per quel senso della fede, che è suscitato e
sorretto dallo Spirito di verità, il popolo di Dio, sotto la guida del
sacro Magistero, […] aderisce indefettibilmente
alla fede una volta per tutte trasmessa ai santi, con retto giudizio penetra
in essa più a fondo e più pienamente l’applica nella vita». (107)
La crescita nell’intelligenza della fede
all’assistenza dello Spirito Santo, l’intelligenza tanto delle realtà
quanto delle parole del deposito della fede può
progredire nella vita della Chiesa:
« con la riflessione e lo studio dei credenti, i quali
le meditano in cuor loro »; (108) in particolare « la ricerca teologica
[…] prosegue nella
conoscenza profonda della verità rivelata »; (109)
« con la profonda intelligenza che [i credenti] provano
delle cose spirituali »; (110) « divina eloquia
cum legente crescunt – le parole divine crescono
insieme con chi le legge »; (111)
« con
la predicazione di coloro i quali, con la successione episcopale, hanno ricevuto un carisma
certo di verità ». (112)
È chiaro dunque che la sacra Tradizione, la Sacra Scrittura e il Magistero
della Chiesa, per sapientissima disposizione di Dio, sono tra loro talmente
connessi e congiunti che non possono indipendentemente sussistere e che
tutti insieme, ciascuno secondo il proprio modo, sotto l’azione
di un solo Spirito Santo, contribuiscono efficacemente alla salvezza delle
anime ». (113)

Francesco Venuti








