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Martiri di El Salvador

Nelle prime ore del giorno 16 novembre 1989, nella residenza annessa all’Università Centro Americana “Josè Simeon Canas”, nella città di San Salvador, sono stati barbaramente assassinati sei[...]

Martiri El Salvador Nelle prime ore del giorno 16 novembre 1989, nella residenza annessa all’Università Centro Americana “Josè Simeon Canas”, nella città di San Salvador, sono stati barbaramente assassinati sei padri gesuiti e due collaboratrici domestiche.
Secondo ogni evidenza, gli autori del delitto - che non si sono accontentati di uccidere, ma hanno anche infierito sui corpi delle vittime - sono elementi appartenenti o collegati alle Forze Armate.
Il movente è senza dubbio l’impegno dei religiosi, ed in particolare di quelli fra loro che erano responsabili della conduzione dell’Università, in favore della giustizia nel Salvador.

Mons. Oscar Arnulfo Romero, Arcivescovo di San Salvador, assassinato nel 1980, si era espresso riguardo alla tragica situazione del Paese con questa espressione:

“Sarebbe triste che in un Paese in cui si assassina così orrendamente non contassimo tra le vittime anche dei sacerdoti. Essi sono la testimonianza di una Chiesa incarnata nei problemi del popolo”.

I sei Gesuiti assassinati erano:

P. IGNACIO ELLACURIA S.J.:
- 59 anni, spagnolo, dottore in filosofia
- Rettore della Università
- Professore di teologia e filosofia
- Stimato studioso della realtà salvadoregna

P. AMANDO LOPEZ S.J.:
- 53 anni, spagnolo, dottore in teologia
- Ex-rettore della Università Centroamericana di Managua
- Professore di teologia e filosofia
- Collaboratore nella parrocchia popolare di «San Bartolo»

P. JOAQUIN LOPEZ Y LOPEZ S.J.:
- 71 anni, salvadoregno, licenziato in teologia
- Direttore di «Fe y Alegria» per E1 Salvador (istituzione che promuove l’educazione nelle classi più povere del Paese)

P. SEGUNDO MONTES S.J.:
- 56 anni, spagnolo, dottore in sociologia
- Direttore dell’Istituto per i Diritti Umani dell’università
- Professore di sociologia
- Collaboratore nella parrocchia popolare «las Delicias»
- Superiore della comunità

P. JUAN RAMON MORENO S.J.:
- 56 anni, spagnolo, licenziato in teologia e in filosofia
- Professore di teologia
- Coordinatore degli Esercizi Spirituali nel Centroamerica
- Segretario del P. Provinciale

P. IGNACIO MARTIN BARO S.J.:
- 47 anni, spagnolo, dottore in psicologia
- Vice Rettore della Università
- Direttore dell’Istituto per la Opinione Pubblica
- Professore di psicologia sociale
- Parroco della parrocchia di campagna di Jayaque

Inoltre, sono state assassinate con i sei gesuiti anche Elba Ramos, collaboratrice domestica del teologato della Compagnia di Gesù, che insieme alla figlia Celina, di 15 anni, aveva chiesto ai Padri di potersi rifugiare dai pericoli della guerra per quella notte nella casa della comunità.

Assassinio El Salvador

Padre Ignazio Ellacuria, in occasione del conferimento della laurea «honoris causa» da parte dell’università di Santa Clara (California) aveva pronunciato queste parole:

«Una Università d’ispirazione cristiana è quella che centra tutta la sua attività universitaria a partire dall’orizzonte “illuminatore” di un’opzione preferenziale cristiana per i poveri; i poveri che sono l’immensa maggioranza dell’umanità.
«Questo non significa che l’università debba trascurare di coltivare le discipline accademiche, di cui anzi vi è bisogno per risolvere i problemi reali che riguardano il contesto sociale in cui vivono i poveri.
«Ma questo significa che l’Università deve incarnarsi intellettualmente fra i poveri per essere la scienza di coloro che non hanno voce, l’appoggio intellettuale di coloro che nella loro stessa realtà possiedono la verità e la ragione - anche se a volte nella forma della spogliazione - ma che non dispongono delle ragioni accademiche che giustificano e legittimano la loro verità e la loro ragione.
«La nostra Università ha cercato di collocarsi in questa linea difficile e conflittuale. Essa ha ottenuto qualche risultato grazie alle sue ricerche, alle sue pubblicazioni, alle sue denunce pubbliche; grazie soprattutto a degli uomini che hanno lasciato cadere altre alternative più brillanti, più mondane e più lucrative per dedicarsi per vocazione alla liberazione universitaria del popolo salvadoregno; grazie a studenti e professori che hanno pagato molto dolorosamente con la loro vita, con l’esilio, con l’ostracismo, la loro dedizione al servizio universitario delle maggioranze oppresse.
«Per questo lavoro, coloro che sono più vicini ai veri interessi del popolo ci hanno lodato e appoggiato e ringraziato. Per questo lavoro, noi siamo stati duramente perseguitati….»

Il Cardinale Carlo Maria Martini, gesuita, arcivescovo emerito di Milano, aveva così commentato l’assassinio:

«Pur nel dolore per tanta crudeltà e nequizia c’è anche nel mio cuore la persuasione che questa è per un gesuita una morte in qualche modo invidiabile: essa infatti suggella un’azione che nella preghiera e nello studio si rende sempre più sensibile al grido dei poveri e non teme di impegnarsi a loro favore anche a rischio della vita, mettendo in pratica il precetto del Vangelo:
“Non temete coloro che possono uccidere il corpo, ma che non hanno il potere di uccidere l’anima… chi avrà perduto la sua vita per causa mia la troverà” (Mt 10,28.29).

Ignacio Ellacuria Recentemente Emanuele Maspoli ha pubblicato un libro, edito dalle Paoline, dal titolo “Ignacio Ellacuria e i martiri di San Salvador”. L’opera è articolata in due parti. La prima ricostruisce il contesto in cui l’evento si è verificato, le motivazioni, il clima sociale, e presenta un breve profilo biografico dei martiri. La seconda è dedicata più espressamente alla figura di Ellacuría, di cui si illustra il pensiero filosofico e quello teologico, con particolare relazione alla pratica della nonviolenza e all’impegno per la pace attraverso il riscatto dei più poveri ed emarginati.

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