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Natale del Signore

Per meditare sul Natale e prepararsi a vivere questo giorno in profondità

Natale Il mistero del Natale può essere una preziosa occasione per ciascuno per fare un po’ di silenzio intorno a sè e provare a leggere e far emergere i sentimenti del cuore, per”guardarsi un po’ dentro” e per pregare in profondità.

Una bella meditazione potrebbe derivare dalla rilettura del Vangelo della natività tratto da San Luca. E’ un testo che si è sentito tante volte in varie occasioni. Questo Natale potrebbe essere bello rileggere questo brano con calma, lentamente, nel silenzio, gustando ogni parola, assaporando ogni frase, lasciando risuonare dentro di noi la bellezza esplosiva di questo passo. Potremmo anche sforzarci di leggere “come se fosse la prima volta” questo racconto, cercando di “stupirci” come se l’annuncio della nascita di Gesù fosse dato per la prima volta anche a noi, come se fossimo noi i pastori presenti alla grotta. Immaginiamoci la scena, proviamo con l’immaginazione a fissare negli occhi tutti i personaggi presenti: Giuseppe, Maria, i pastori ed infine lui, il bambino!

Natale

Ecco quindi il brano dal Vangelo di Luca, seguito da una breve meditazione di Sant’Ambrogio.

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo.

C’erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l’angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia». E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva:

«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama».

Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: «Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». Andarono dunque senz’indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.
I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.

Quando furon passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima di essere concepito nel grembo della madre.

(Lc 2, 1-21)

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“In poche parole San Luca spiega come, quando e dove Cristo è nato secondo la carne… Egli dunque è stato piccolo, è stato bambino, perchè voi possiate essere uomini completi; egli è avvolto in fasce perchè voi siate liberi dai vincoli della morte; egli è nella mangiatoia perchè voi siate sugli altari; egli è sulla terra perchè voi siate tra le stelle; egli non trova posto in un albergo perchè voi abbiate più dimore nel cielo. […] I pianti e i vagiti della sua infanzia mi purificano, le sue lacrime hanno lavato le mie colpe”.
(Sant’Ambrogio)

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