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Nostra Signora di Guadalupe

A Guadalupe, in Messico, la Madonna apparve più volte nel XVI secolo a Juan Diego, un indio che Giovanni Paolo II ha proclamato santo.

Nostra Signora di Guadalupe Il 9 dicembre 1531 sul colle Tepeyac a Guadalupe, vicino a Città del Messico, la Madonna apparve all’indio (origine azteca) Juan Diego Cuauhtlatoatzin.

L’apparizione, nel XVI secolo, della Madonna, apparsa come una ragazza indio e pertanto soprannominata “Virgen Morena“, fu un caso di “inculturazione” miracolosa, un evento che ha lasciato un solco profondo nella religiosità e nella cultura messicana. La basilica dedicata a Nostra Signora di Guadalupe è stata inaugurata il 12 ottobre 1976. Nel 1979 è stata visitata da papa Giovanni Paolo II, che dal balcone della facciata su cui sono scritte in caratteri d’oro le parole della Madonna a Juan Diego: “No estoy yo aqui que soy tu Madre?”, ha salutato le molte migliaia di messicani confluiti al colle Tepeyac. Nello stesso luogo, nel 1990, Giovanni Paolo II ha proclamato beato il veggente Juan Diego, che è poi stato proclamato santo nel 2002.

Con gli oltre venti milioni di pellegrini che lo visitano ogni anno, il santuario di Nostra Signora di Guadalupe è tra i più noti al mondo ed il più frequentato e amato di tutto il Centro e Sud America. Pellegrini di ogni razza, provenienza e condizione - uomini, donne, bambini, giovani e anziani - giungono dalle zone limitrofe alla capitale o dai centri più lontani, a piedi o in bicicletta, dopo ore o addirittura giorni di cammino e di preghiera.

Per comprendere a fondo il significato delle apparizioni occorre immedesimarsi nel contesto storico-sociale del tempo. Siamo durante la dominazione spagnola del sud america. La civiltà azteca, sotto molti punti di vista un popolo ricco di storia, tradizione e cultura, è completamente al tramonto. Il 13 agosto 1521 Tenochtitlan, la superba capitale del mondo atzeco, fu saccheggiata e completamente distrutta.

Secondo la tradizione, Juan Diego (il cui nome azteco era Cuauhtlatoatzin) vide per la prima volta la Madonna la mattina del 9 dicembre 1531, sulla collina del Tepeyac, a nord di Città del Messico. Ella gli dice di essere “la Perfetta Sempre Vergine Maria, la Madre del verissimo ed unico Dio” e gli chiese di andare dal Vescovo e di far erigere un tempio in suo onore ai piedi del colle. Juan Diego corse a riferire il fatto al vescovo Juan de Zumarrága, ma questi non gli credette. Ripassando sullo stesso colle alla sera, Juan Diego vide per la seconda volta Maria, che gli chiese di ritornare dal vescovo il giorno successivo e di insistere. Il Vescovo lo ascoltò di nuovo, ma gli chiese un segno che provasse la veridicità del suo racconto.

Juan Diego tornò quindi sul Tepeyac e vide per la terza volta Maria, che gli promise un segno per il giorno seguente. Il giorno dopo, però, Juan Diego non poté recarsi sul luogo delle apparizioni in quanto dovette assistere un suo zio gravemente malato. La mattina del 12 dicembre, lo zio appariva moribondo e Juan Diego uscì in cerca di un sacerdote che lo confessasse. Maria gli apparve ugualmente, per la quarta e ultima volta, lungo la strada: gli annunciò che suo zio era guarito e lo invitò a salire di nuovo sul colle a cogliere dei fiori da portare al Vescovo. Qui Juan Diego trovò il segno promesso: dei bellissimi fiori di Castiglia, fioriti fuori stagione in una desolata pietraia. Egli ne raccolse un mazzo nel proprio mantello e andò a portarli al vescovo.

Nostra Signora di Guadalupe Di fronte al vescovo e ad altre sette persone presenti, Juan Diego aprì il suo mantello (la “tilma“) per mostrare i fiori: ed ecco, all’istante sulla tilma si impresse e si rese manifesta alla vista di tutti l’immagine della Vergine. Di fronte a tale prodigio, il vescovo cadde in ginocchio, e con lui tutti i presenti. La mattina dopo Juan Diego accompagnò il presule al Tepeyac per indicargli il luogo in cui la Madonna aveva chiesto di innalzare un santuario e l’immagine venne subito collocata nella cattedrale.

La devozione alla Madonna e il culto del mantello miracoloso si diffuse rapidamente ben al di fuori del Messico: nel 1571 l’ammiraglio Gianandrea Doria ne possedeva una copia, dono del re Filippo II di Spagna, che portò con sé sulla propria nave nella battaglia di Lepanto. Negli anni venti del XX secolo i Cristeros, contadini messicani ribelli contro il governo anticlericale, portavano in battaglia l’immagine della Madonna di Guadalupe sulle proprie bandiere.

Il mantello è del tipo chiamato “tilma“: si tratta di due teli di ayate (fibra d’agave) cuciti insieme. L’immagine di Maria è di grandezza lievemente inferiore al naturale, alta 143 cm. Le sue fattezze sono quelle di una giovane meticcia: la carnagione è scura (e per questo la Madonna è affettuosamente chiamata “Morenita” o “Virgen Morena“). Maria è circondata dai raggi del sole e ha la luna sotto ai piedi, secondo l’immagine dell’Apocalisse. Indossa una cintura di colore viola che, tra gli aztechi, indicava lo stato di gravidanza.

Nostra Signora di Guadalupe, che appare a Juan Diego in piedi, vestita di sole, non solo gli annuncia che è la madre spirituale dell’umanità, ma invita ciascuno ad aprire il proprio cuore all’opera di Cristo che ama e salva. L’evento di Guadalupe, al di là delle controversie sulla scientificità dell’apparizione e dell’immagine, è comunque un forte invito a porsi alla scuola di Maria, “maestra di tutte le genti” e maestra di fede, annunciatrice e serva della Parola.

Nostra Signora di Guadalupe

Giovanni Paolo II, nel 1981, durante una Santa Messa in San Pietro in occasione del 450^ anniversario delle apparizioni, pronunciò questa preghiera alla Madonna di Guadalupe:

Sii tu o Madre, Colei che protegge i Vescovi, i sacerdoti, i religiosi e le religiose affinché, colmi di un amore profondo per la Chiesa e generosamente fedeli alla loro missione, proseguano con il debito discernimento nel loro servizio ecclesiale, ed edifichino nella verità e nella carità il popolo di Dio. Sii tu Colei che ispira i governanti, affinché nel rispetto profondo dei diritti di ogni cittadino e in uno spirito di servizio al loro popolo, perseguano sempre la pace, la giustizia, la concordia, il vero progresso, la moralità in tutta la vita pubblica. Sii tu Colei che illumina con propositi di giustizia e di rettitudine coloro che detengono nelle loro mani il potere economico e sociale, perché non trascurino le esigenze della giustizia nelle relazioni comunitarie, soprattutto con i meno favoriti. Aiuta i giovani e gli studenti, perché si preparino bene ad infondere nuove energie di onestà, competenza e generosità nelle relazioni sociali.

Guarda con bontà i contadini, affinché raggiungano un livello di vita più giusto e decoroso. Proteggi i fratelli di Juan Diego, gli indigeni, perché sia concesso loro un posto degno nella società, senza emarginazioni ne discriminazioni. Guida i bambini, affinché abbiano sempre il buon esempio e l’amore dei loro padri. Proteggi nell’unità, le famiglie, perché siano forti e perseveranti nell’amore cristiano. E dal momento che sei Imperatrice delle Americhe, estendi la tua protezione su tutte le nazioni del Continente americano e su quelle che hanno recato qui la fede e l’amore in te.

Fai in modo, infine, Madre, che questa celebrazione centenaria del popolo messicano, che segna la sua fedeltà mariana nei trascorsi 450 anni, sia, in te, principio di una rinnovata fedeltà a Cristo e alla sua Chiesa. Così sia.