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La Processione e Benedizione degli Ulivi

Domenica 28 marzo, nella liturgia della "Domenica delle Palme", la tradizione Cattolica propone il rito della processione e della benedizione degli Ulivi, per ricordare l'ingresso di Gesù a Gerusalemme.

Domenica delle Palme Prima dell’inizio della liturgia della Domenica “delle Palme”, cioè la domenica precedente la Pasqua, la Chiesa propone il rito della commemorazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme, con la processione e benedizione degli Ulivi.

Gli ulivi, simbolo di pace, vengono bruciati per ottenere le ceneri utilizzate nel rito del “mercoledì delle ceneri“, che inizia la Quaresima. Quindi, con le ceneri degli ulivi dell’anno precedente si inizia la Quaresima, mentre con la benedizione dei “nuovi ulivi” si termina la Quaresima e si inizia la Settimana Santa, cioè quella che precede la Pasqua.

Gli ulivi (o palme) simboleggiano l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, avvenuto pochi giorni prima della sua Passione, Morte e Risurrezione. Acclamato dalla folla festante che, sventolando gli ulivi, lo accolse con il grido di “Osanna al Figlio di Davide“, pochi giorni dopo Gesù è condannato da quella stessa folla che preferirà la liberazione di Barabba e chiederà la sua crocifissione.

Ecco di seguito il rito secondo la liturgia cattolica della processione e benedizione degli Ulivi:

Commemorazione dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme

ANTIFONA

Osanna al Figlio di Davide.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore:
è il Re d’Israele.
Osanna nell’alto dei cieli. (Mt 21,9)

Il sacerdote saluta il popolo con queste parole:

La grazia del Signore nostro Gesù Cristo,
l’amore di Dio Padre
e la comunione dello Spirito Santo
sia con tutti voi.

R. E con il tuo spirito.

Quindi rivolge al popolo una breve esortazione, per illustrare il significato del rito e per invitarlo a una partecipazione attiva e consapevole:

Fratelli carissimi,
questa assemblea liturgica è preludio alla Pasqua del Signore, alla quale ci stiamo preparando con la penitenza e con le opere di carità fin dall’inizio della Quaresima.
Gesù entra in Gerusalemme per dare compimento al mistero della sua morte e risurrezione.
Accompagniamo con fede e devozione il nostro Salvatore nel suo ingresso nella città santa, e chiediamo la grazia di seguirlo fino alla croce, per essere partecipi della sua risurrezione.

Dopo questa esortazione, il sacerdote dice a mani giunte una delle orazioni seguenti:

Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
benedici + questi rami [di ulivo],
e concedi a noi tuoi fedeli,
che accompagniamo esultanti il Cristo,
nostro Re e Signore,
di giungere con lui alla Gerusalemme del cielo.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Oppure:
Preghiamo.
Accresci, o Dio, la fede di chi spera in te,
e concedi a noi tuoi fedeli,
che rechiamo questi rami
in onore di Cristo trionfante,
di rimanere uniti a lui,
per portare frutti di opere buone.
Per Cristo nostro Signore.

E senza nulla dire, asperge i rami con l’acqua benedetta.

Segue la proclamazione del Vangelo dell’ingresso del Signore.

VANGELO (Lc 19,28-40)
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme. Quando fu vicino a Bètfage e a Betània, presso il monte detto degli Ulivi, inviò due discepoli dicendo: «Andate nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale non è mai salito nessuno. Slegatelo e conducetelo qui. E se qualcuno vi domanda: “Perché lo slegate?”, risponderete così: “Il Signore ne ha bisogno”».
Gli inviati andarono e trovarono come aveva loro detto. Mentre slegavano il puledro, i proprietari dissero loro: «Perché slegate il puledro?». Essi risposero: «Il Signore ne ha bisogno».
Lo condussero allora da Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù. Mentre egli avanzava, stendevano i loro mantelli sulla strada. Era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo:
«Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore.
Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli!».
Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli». Ma egli rispose: «Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre».

Parola del Signore.

Dopo il Vangelo si può fare, secondo le circostanze, una breve omelia. Per dare l’avvio alla processione, il celebrante, o un altro ministro, può fare un’esortazione con queste parole:

Imitiamo, fratelli carissimi, le folle di Gerusalemme, che acclamavano Gesù, Re e Signore, e avviamoci in pace.

Ha quindi inizio la processione verso la chiesa, nella quale si celebra la Messa. Durante la processione, il coro e il popolo eseguono i canti adatti alla celebrazione.

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> Liturgia della Domenica delle Palme

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