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Lo Spirito Santo e i suoi doni

Nella domenica di Pentecoste, la Chiesa Cattolica celebra solennemente la “discesa dello Spirito Santo“. Negli Atti degli Apostoli possiamo leggere il racconto dettagliato di quel giorno[...]

Colomba dello Spirito Santo in San PietroNella domenica di Pentecoste, la Chiesa Cattolica celebra solennemente la “discesa dello Spirito Santo“.
Negli Atti degli Apostoli possiamo leggere il racconto dettagliato di quel giorno grandioso che la Chiesa, fin dall’antichità ha sempre celebrato con una certa importanza.

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotàmia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frìgia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, Romani qui residenti, Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio».

Discesa dello Spirito Santo su Maria e gli ApostoliCome si nota dal racconto, l’evangelista Luca (autore oltre che del Vangelo anche degli Atti degli Apostoli) non sa come descrivere ciò che stava accadendo, in quanto, pur rendendosi conto che l’evento era eccezionale e soprannaturale, non ci sono parole adeguate per descriverlo. Ecco quindi che si fa ricorso a delle metafore. In particolare, la discesa dello Spirito Santo viene descritta accompagnata da un “fragore dal cielo”, con “lingue COME di fuoco“, “QUASI un vento impetuoso“.

E’ per questo che lo Spirito Santo è spesso raffigurato come fuoco o come vento o anche come colomba. Nella Basilica di San Pietro in Vaticano, proprio dietro l’altare della “cattedra di Pietro”, sul fondo, una vetrata raffigura una grande colomba con dei raggi di luce, rappresentando così la presenza dello Spirito di Dio nella sua Chiesa.

Il risultato della presenza dello Spirito Santo nella prima comunità cristiana sono i famosi “doni“, cioè gli effetti che la presenza dello Spirito ha prodotto nei discepoli. La tradizione cattolica, rifacendosi alla tradizione biblica ed evangelica, ne ha evidenziati sette (i famosi “sette doni”).

Essi sono: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timore di Dio.

Sette è evidentemente un numero simbolico, come tutti gli antichi racconti (non solo quello biblico).

La parola «Spirito» si traduce in ebraico רוח (”ruah“) che, in origine, significa “soffio vitale”, “aria”, “vento”, “respiro”. Questa parola è presente fin dalle prime righe della Bibbia, quando all’inizio del libro della Genesi si legge che “In principio […] lo SPIRITO di Dio aleggiava sulle acque”.

Nel Nuovo Testamento, lo Spirito, terza persona della Trinità, verrà chiamato “Paràclito“, cioè “consolatore“. E’ Gesù stesso che, promettendo di non lasciare mai soli i suoi discepoli, promette di mandare “il consolatore”. Tale promessa si è avverata in modo glorioso e clamoroso proprio nel giorno di Pentecoste.

I sette doni dello Spirito Santo