“Figlio, compi le tue opere con mitezza,
e sarai amato più di un uomo generoso.
Quanto più sei grande, tanto più fatti umile,
e troverai grazia davanti al Signore.
Per la misera condizione del superbo non c’è rimedio,
perché in lui è radicata la pianta del male”.
XXI domenica del Tempo Ordinario (”per annum”)
Anno C
Rito Ambr: Domenica che precede il Martirio di San Giovanni il Precursore
Rito Romano: Martirio di s. Giovanni Battista (m)
Grado della Celebrazione: Domenica
Colore liturgico: Verde
Liturgia delle Ore: Volume V – II settimana del salterio
LETTURE:
Sir 3,17-18.20.28-29; Sal 67; Eb 12,18-19.22-24a; Lc 14,1.7-14
(Rito Ambrosiano: 2Mac 6, 1-2. 18-28; Sal 140, 1-4. 8-9; 2Cor 4, 17 - 5, 10; Mt 18, 1-10)
“Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato”. Questa frase evangelica, tratta dalle parole di Gesù nel Vangelo di questa domenica, è particolarmente conosciuta e spesso fraintesa e male interpretata. Il tema dell’UMILTA’ è certamente il motivo di fondo della liturgia di questa domenica. “Figlio, compi le tue opere con mitezza, e sarai amato più di un uomo generoso. Quanto più sei grande, tanto più fatti umile, e troverai grazia davanti al Signore” ci ricorda il libro del Siracide nella Prima Lettura, mentre il Salmo descrive il Signore come “padre degli orfani e difensore delle vedove”, cioè nuovamente di coloro che sono deboli e indifesi. Anche il versetto dell’Alleluia ci ricorda ancora che il Signore ha detto “imparate da me, che sono mite e umile di cuore”.
Quindi umiltà, mitezza, semplicità, povertà, deboli e indifesi sembrano essere le principali qualità delle persone “predilette” dal Signore.
Occorre però considerare con attenzione queste qualità e queste caratteristiche di persone. Nel nostro linguaggio moderno, infatti, queste caratteristiche sono spesso associate a disprezzo, ad una concezione negativa, a sufficienza, commiserazione, pietà. In realtà non è così. La visione del Signore è una visione positiva. Egli descrive l’umiltà, la mitezza e la povertà come atteggiamento dell’uomo nei confronti di Dio e del suo prossimo. Si tratta di riconoscere tutta la propria limitatezza, le proprie debolezze e porsi in un atteggiamento di apertura, riconoscendo la propria fragilità. E’ un invito a non chiudersi in se stessi nel proprio egoismo e auto-compiacimento, ma ad aprirsi per un rapporto sincero verso Dio e verso i propri fratelli.
E l’esempio migliore e più perfetto ci viene proprio da Gesù stesso, che facendosi “uomo perfetto”, come ci ricorda San Paolo “umiliò se stesso” fino nel profondo e per questo “Dio lo ha esaltato”, in quanto essendo “mite e umile”, è riuscito ad avere un rapporto profondo, sincero e pieno con Dio e con i fratelli.
LITURGIA DELLA PAROLA
Prima Lettura 3,17-20.28-29, neo-volg. Sir 3, 19-21.30-31
Fatti umile, e troverai grazia davanti al Signore.
Dal libro del Siràcide
Figlio, compi le tue opere con mitezza,
e sarai amato più di un uomo generoso.
Quanto più sei grande, tanto più fatti umile,
e troverai grazia davanti al Signore.
Molti sono gli uomini orgogliosi e superbi,
ma ai miti Dio rivela i suoi segreti.
Perché grande è la potenza del Signore,
e dagli umili egli è glorificato.
Per la misera condizione del superbo non c’è rimedio,
perché in lui è radicata la pianta del male.
Il cuore sapiente medita le parabole,
un orecchio attento è quanto desidera il saggio.
Salmo Responsoriale Dal Salmo 67
RIT: Hai preparato, o Dio, una casa per il povero.
I giusti si rallegrano,
esultano davanti a Dio
e cantano di gioia.
Cantate a Dio, inneggiate al suo nome:
Signore è il suo nome.
Padre degli orfani e difensore delle vedove
è Dio nella sua santa dimora.
A chi è solo, Dio fa abitare una casa,
fa uscire con gioia i prigionieri.
Pioggia abbondante hai riversato, o Dio,
la tua esausta eredità tu hai consolidato
e in essa ha abitato il tuo popolo,
in quella che, nella tua bontà,
hai reso sicura per il povero, o Dio.
Seconda Lettura Eb 12, 18-19.22-24
Vi siete accostati al monte di Sion e alla città del Dio vivente.
Dalla lettera agli Ebrei
Fratelli, non vi siete avvicinati a qualcosa di tangibile né a un fuoco ardente né a oscurità, tenebra e tempesta, né a squillo di tromba e a suono di parole, mentre quelli che lo udivano scongiuravano Dio di non rivolgere più a loro la parola.
Voi invece vi siete accostati al monte Sion, alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste e a migliaia di angeli, all’adunanza festosa e all’assemblea dei primogeniti i cui nomi sono scritti nei cieli, al Dio giudice di tutti e agli spiriti dei giusti resi perfetti, a Gesù, mediatore dell’alleanza nuova.
Canto al Vangelo Mt 11,29
Alleluia, alleluia.
Prendete il mio giogo sopra di voi, dice il Signore,
e imparate da me, che sono mite e umile di cuore.
Alleluia.
Vangelo Lc 14, 1. 7-14
Chi si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato.
Dal vangelo secondo Luca
Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.
Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cèdigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».
Disse poi a colui che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».

Francesco Venuti








