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30 settembre San Girolamo

Il 30 settembre la Chiesa Cattolica ricorda la figura di San Girolamo (o Gerolamo), autore della celebre "Vulgata", la traduzione latina della Bibbia.

San GirolamoSan Girolamo è uno dei grandi Padri della Chiesa, nato nel 347 e morto nel 420.

Da giovane ricevette una istruzione di qualità e perfezionò i suoi studi a Roma. Dopo un periodo di vita ascetica ed eremitica, tornò a Roma, dove il Papa lo assunse come suo segretario e consigliere. Girolamo continuò gli studi, soprattutto della Sacra Scrittura.

Papa Benedetto XVI nell’Udienza Generale di mercoledì 14 novembre 2007, dedicata proprio alla figura di San Girolamo, così definisce il suo lavoro importantissimo sui Testi Sacri:

La preparazione letteraria e la vasta erudizione consentirono a Girolamo la revisione e la traduzione di molti testi biblici: un prezioso lavoro per la Chiesa latina e per la cultura occidentale. Sulla base dei testi originali in greco e in ebraico e grazie al confronto con precedenti versioni, egli attuò la revisione dei quattro Vangeli in lingua latina, poi del Salterio e di gran parte dell’Antico Testamento. Tenendo conto dell’originale ebraico e greco, dei Settanta, la classica versione greca dell’Antico Testamento risalente al tempo precristiano, e delle precedenti versioni latine, Girolamo, affiancato poi da altri collaboratori, poté offrire una traduzione migliore: essa costituisce la cosiddetta “Vulgata“, il testo “ufficiale” della Chiesa latina, che è stato riconosciuto come tale dal Concilio di Trento e che, dopo la recente revisione, rimane il testo “ufficiale” della Chiesa di lingua latina.

Dopo la morte di Papa Damaso, nel 385 Girolamo lasciò Roma e ritornò a vita ascetica in Terra Santa. Fondò monasteri e ospizi e infine si ritirò definitivamente a Betlemme, dove morì nel 42.

Girolamo è ricordato come un uomo sferzante, che scriveva lettere infuocate, pronto a fustigare vizi e malcostumi.

Due eventi normalmente vengono ricordati riguardo alla sua figura: la foga e l’impeto con cui si rivolge persino a Sant’Agostino (il quale invece gli risponde sempre con affabilità e cortesia) e lo sdegno, l’orrore e la rassegnazione che manifesta in occasione del sacco di Roma compiuto da Alarico nel 410.

Nell’iconografia tradizionale è raffigurato solitamente anziano come asceta, spesso vestito solo con una pelle d’animale oppure con il cappello o le vesti cardinalizie, normalmente intento a scrivere la traduzione della Bibbia e talvolta con un teschio in mano o ai piedi oppure con un leone.

> Il Vangelo della memoria di San Girolamo

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