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Benedetto XVI incontra la Regina Elisabetta

Benedetto XVI incontra la Regina Elisabetta e tiene il primo discorso del suo viaggio in Gran Bretagna

Benedetto XVI e la regina ElisabettaPapa Benedetto XVI è atterrato all’aeroporto di Edimburgo alle ore 11.30 (ora di Roma) di giovedì 16 settembre 2010 in occasione del suo 17^ viaggio internazionale.

All’aeroporto il Papa è stato accolto dal Principe Filippo (consorte della Regina Elisabetta) ai piedi dell’aereo. Ha quindi incontrato la Regina Elisabetta, in quanto si tratta della prima visita ufficiale di Stato di un Pontefice di Roma in terra inglesa dai tempi dello scisma di re Enrico VIII nel XVI secolo.

Decine di migliaia di persone assiepano le vie di Edimburgo ed hanno accolto il Papa. Non mancano tra loro anche alcuni che contestano la presenza e le posizioni della Chiesa Cattolica.

Durante il viaggio in aereo il Papa ha dialogato affabilmente con i giornalisti, parlando degli scandali di pedofilia, delle difficoltà del viaggio e dell’ecumenismo.

Dall’aeroporto, insieme al Principe Filippo, il Papa si è recato in auto al palazzo di Holyrood, residenza ufficiale estiva dei reali inglesi, dove è stato ricevuto dalla regina Elisabetta II, insieme al primate anglicano Rowan Williams e al vicepremier Nick Clegg.

Dopo gli onori militari e l’esecuzione degli inni nazionali, la Regina e il suo consorte hanno portato il Papa ad una breve visita del castello, quindi si sono riuniti in un salottino (la Morning Room) per un colloquio privato. L’incontro privato tra la Regina e il Papa è durato circa mezz’ora. Benedetto XVI e la sovrana hanno quindi raggiunto nuovamente l’esterno del castello per i discorsi ufficiali nel grande gazebo (Marquee), allestito nel parco sul retro del Palazzo Reale alla presenza di circa 400 ospiti.

Il Papa ha portato in dono alla regina un manoscritto dell’ottavo secolo e ha ricevuto in cambio una serie di stampe di Hans Holbein, tra cui anche un disegno del martire cattolico inglese Tommaso Moro.

Dopo una piacevole introduzione musicale delle cornamuse scozzesi, ha tenuto il suo discorso la Regina Elisabetta, seguita poi dal Pontefice.

“Il nome di Holyroodhouse” - ha detto il Papa - “evoca la ‘Santa Croce’ e fa volgere lo sguardo alle profonde radici cristiane che sono tuttora presenti in ogni strato della vita britannica. I monarchi d’Inghilterra e Scozia erano cristiani sin dai primissimi tempi ed includono straordinari Santi come Edoardo il Confessore e Margherita di Scozia. […] Il rispetto dei vostri antenati per la verità e la giustizia, per la clemenza e la carità giungono a voi da una fede che rimane una forza potente per il bene nel vostro regno, con grande beneficio parimenti di cristiani e non cristiani. […] Troviamo molti esempi di questa forza per il bene lungo tutta la lunga storia della Gran Bretagna.

“Pure nella nostra epoca” - ha detto ancora il Papa - “possiamo ricordare come la Gran Bretagna e i suoi capi si opposero ad una tirannia nazista che aveva in animo di sradicare Dio dalla società e negava a molti la nostra comune umanità, specialmente gli ebrei, che venivano considerati non degni di vivere. Desidero, inoltre, ricordare l’atteggiamento del regime verso pastori cristiani e verso religiosi che proclamarono la verità nell’amore; si opposero ai nazisti e pagarono con la propria vita la loro opposizione”.

“Mentre riflettiamo sui moniti dell’estremismo ateo del ventesimo secolo, non possiamo mai dimenticare come l’esclusione di Dio, della religione e della virtù dalla vita pubblica conduce in ultima analisi ad una visione monca dell’uomo e della società”.

“Il governo e il popolo sono coloro che forgiano le idee che hanno tutt’oggi un impatto ben al di là delle Isole britanniche. Ciò impone loro un dovere particolare di agire con saggezza per il bene comune. Allo stesso modo, poiché le loro opinioni raggiungono un così vasto uditorio, i media britannici hanno una responsabilità più grave di altri ed una opportunità più ampia per promuovere la pace delle nazioni, lo sviluppo integrale dei popoli e la diffusione di autentici diritti umani. Possano tutti i britannici continuare a vivere dei valori dell’onestà, del rispetto e dell’equilibrio che hanno guadagnato loro la stima e l’ammirazione di molti”.

“Oggi il Regno Unito” - ha concluso il Pontefice - “si sforza di essere una società moderna e multiculturale. In questo compito stimolante, possa mantenere sempre il rispetto per quei valori tradizionali e per quelle espressioni culturali che forme più aggressive di secolarismo non stimano più, né tollerano più. Non si lasci oscurare il fondamento cristiano che sta alla base delle sue libertà; e possa quel patrimonio, che ha sempre servito bene la nazione, plasmare costantemente l’esempio del Suo governo e del Suo popolo nei confronti dei due miliardi di membri del Commonwealth, come pure della grande famiglia di nazioni anglofone in tutto il mondo”.

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LINK COLLEGATI
> Il programma del viaggio di Benedetto XVI in GB
> Il Papa dialoga con i giornalisti sull’aereo

Benedetto XVI incontra la Regina Elisabetta II

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