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Il Papa a Carpineto ricorda Leone XIII

Domenica 5 settembre Benedetto XVI si è recato a Carpineto nel bicentenario della nascita di Vincenzo Gioacchino Pecci, Papa Leone XIII, autore della "Rerum Novarum".

Papa Leone XIIIDuecento anni fa nasceva a Carpineto Romano, una località a circa 80 Km da Roma, Vincenzo Gioacchino Raffaele Luigi Pecci, che nel 1878 sarebbe diventato Papa assumento il nome di Leone XIII.

La sua figura è ricordata soprattutto per la famosa enciclica “Rerum Novarum“, che per la prima volta affrontò in modo diretto e significativo le “questioni sociali”, avviando di fatto il pensiero della cosiddetta “dottrina sociale della Chiesa“.

Domenica 5 settembre, Papa Benedetto XVI si è recato a Carpineto, giungendo in elicottero dalla residenza estiva di Castel Gandolfo, e ha celebrato una Messa nella piazza principale del paese, alla presenza di circa 5.000 persone.

Il pontificato di Leone XIII, secondo quanto ha affermato Benedetto XVI nell’omelia, è stato “un periodo storico tra i più difficili per la Chiesa”. Ma Papa Pecci, “uomo di grande fede e di profonda devozione”, ha saputo guidare la Chiesa “rimanendo fedele alla tradizione e, al tempo stesso, misurandosi con le grandi questioni aperte”, mostrandosi così un esempio di “sapienza cristiana, che coniuga fede e vita, verità e realtà concreta”.
Questa sapienza, ovviamente, deriva da “un’unica realtà: l’amore di Dio e di Cristo, a cui nulla assolutamente va anteposto”, ha affermato Benedetto XVI commentando soprattutto il Vangelo della liturgia del giorno.

Infine, Benedetto XVI ha tracciato un quadro sintetico della figura di Leone XIII. Nelle parole di Benedetto XVI alcuni hanno intravisto una estrema attualità, quasi come se il Papa parlasse di se stesso e non di Papa Pecci. Ecco le parole del Papa: “in un’epoca di aspro anticlericalismo e di accese manifestazioni contro il Papa, Leone XIII seppe guidare e sostenere i cattolici sulla via di una partecipazione costruttiva, ricca di contenuti, ferma sui principi e capace di apertura. Subito dopo la ‘Rerum novarum’ si verificò in Italia e in altri Paesi un’autentica esplosione di iniziative: associazioni, casse rurali e artigiane, giornali,… un vasto ‘movimento’ che ebbe nel servo di Dio Giuseppe Toniolo l’illuminato animatore. Un Papa molto anziano, ma saggio e lungimirante, poté così introdurre nel XX secolo una Chiesa ringiovanita, con l’atteggiamento giusto per affrontare le nuove sfide. Era un Papa ancora politicamente e fisicamente ‘prigioniero’ in Vaticano, ma in realtà, con il suo Magistero, rappresentava una Chiesa capace di affrontare senza complessi le grandi questioni della contemporaneità”.