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Il Papa ricorda quando andava a scuola

Il Papa ha ricevuto i bambini di una scuola elementare e ha ricordato con simpatia i suoi primi giorni di scuola.

Papa Benedetto XVICome un nonno in mezzo ai suoi nipotini, così Papa Benedetto XVI si è presentato ai bambini della Scuola Primaria (elementare) Pontificia “Paolo VI” delle Maestre Pie Filippini di Castel Gandolfo, che ha ricevuto in udienza speciale nel cortile del Palazzo di Castel Gandolfo nel pomeriggio del 23 settembre.

Il Papa ha colto l’occasione dell’inizio delle scuole per ricevere questi piccoli, con alcuni genitori e le maestre. Nel corso dell’udienza, tenutasi intorno alle 18, come un nonno ha raccontato i suoi ricordi dei primi giorni di scuola.

“Cari bambini, cari insegnanti, genitori e amici, benvenuti qui, nel Palazzo, nella casa del Papa” ha esordito sorridendo Benedetto XVI.

“Ho pensato che sono 77 anni da quando io ho cominciato ad andare a scuola” ha proseguito il Papa. “Era in un piccolo paese di 300 anime, un po’ ‘dietro la luna’, si direbbe; tuttavia, abbiamo imparato l’essenziale. Abbiamo imparato soprattutto a leggere e a scrivere, e penso che sia una cosa grande poter scrivere e leggere, perché così possiamo conoscere il pensiero di altri, leggere i giornali, i libri; possiamo conoscere quanto è stato scritto duemila anni fa o ancora più tempo fa; possiamo conoscere i continenti spirituali del mondo e comunicare insieme; e soprattutto c’è una cosa straordinaria: Dio ha scritto un libro, cioè ha parlato a noi uomini e ha trovato delle persone che hanno scritto il libro con la Parola di Dio, così che, leggendolo, possiamo anche leggere cosa dice Dio a noi. E questo è molto importante”.

“Nella scuola” - ha concluso Benedetto XVI - “imparare tutte le cose necessarie per la vita e imparare anche a conoscere Dio, conoscere Gesù e così conoscere come si vive bene. Voi trovate nella scuola tanti amici ed è bello; così si forma una grande famiglia. Ma tra i grandi amici, il primo che troviamo, che conosciamo, dovrebbe essere Gesù, che è amico di tutti e che ci dà realmente la strada della vita”.