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Il Vangelo di giovedì 30 settembre

Missione e pietà: questi sono i grandi temi che la liturgia ci presenta nella memoria di San Girolamo.

Inviati a due a dueDal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».


Giovedì 30 settembre
, nella memoria liturgica di San Girolamo, padre della Chiesa, la liturgia ci invita a meditare e pregare attraverso due temi di fondo.

La prima lettura, tratta dal libro di Giobbe, ed il Salmo presentano il tema del lamento, dell’angoscia dell’uomo, che invoca “Ascolta, Signore, la mia voce. Io grido: abbi pietà di me, rispondimi!”.

Nel Vangelo invece ci viene presentato il bellissimo passaggio della missione. Gesù raduna un gruppo nutrito di persone e le invia “a due a due“, perchè “la messe è molta, ma gli operai sono pochi“. Come non leggere l’estrema attualità di questa nota frase evangelica. Ancora oggi la messe è molta, anzi sempre di più. L’umanità è costantemente in ricerca di “parole di vita eterna”, ha “sete di eternità”, è spesso senza riferimenti. E contemporaneamente gli operai sono sempre di meno, stante il calo delle vocazioni.

Preghiamo dunque San Girolamo affinchè, come recita l’orazione conclusiva del messale, “risvegli, Signore, il nostro spirito, perché nella meditazione della Sacra Scrittura vediamo il cammino da seguire e, seguendolo fedelmente, raggiungiamo la vita eterna”. Amen.

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