Liturgia di domenica 26 settembre 2010

Letture e liturgia di domenica 26 settembre 2010, XXVI DOMENICA TEMPO ORDINARIO

Lazzaro e il ricco epulone

“Nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti”.

XXVI domenica del Tempo Ordinario (”per annum”)
Anno C

Ss. Cosma e Damiano (mf)

Rito Ambr: Settimana della IV Domenica dopo il Martirio di San Giovanni il Precursore

Grado della Celebrazione: Domenica
Colore liturgico: Verde
Liturgia delle Ore: Volume V – II settimana del salterio

LETTURE:
Am 6, 1.4-7; Sal 145; 1 Tm 6, 11-16; Lc 16, 19-31
(Rito Ambrosiano: Pr 9, 1-6; Sal 33, 2-3. 6-9; 1Cor 10, 14-21; Gv 6, 51-59)

Il Vangelo di questa domenica presenta la notissima parabola del povero Lazzaro e del “ricco epulone”. Talvolta ci verrebbe da interpretare questo racconto in senso letterale, come una sorta di “legge del contrappasso” che ci porta a considerare la vita dopo la morte come “ciò che aggiusta tutto” e che “fa giustizia” quando manca nella vita terrena. In realtà non è proprio così. Infatti, sia il ricco epulone che il povero Lazzaro sono due persone che soffrono e stanno entrambe già male in questa vita. Anche il ricco epulone, un uomo solo il cui unico interesse è vestire di stoffe preziose e darsi a lauti banchetti, non è un uomo felice. Vivono entrambi nell’infelicità, seppure in modo diverso. Il problema dell’uomo ricco è che in vita ha messo i suoi beni e la sua ricchezza prima di tutto, trascurando i rapporti con Dio e con il prossimo. In altre parole si è procurato quel “tesoro eterno”, ma ha sprecato le sue opportunità durante la vita terrena. Non ha saputo trasformare la sua infelicità terrena in occasione di condivisione e di gioia.
Chiediamo al Signore di saper cogliere nella nostra vita le opportunità che incontriamo, trasformandole in occasione di condivisione con i fratelli, nonchè di saper dare ad ogni cosa terrena il giusto peso, evitando che ci condizionino la vita tanto da farci rinchiudere in noi stessi, come il ricco della parabola evangelica.

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura Am 6, 1.4-7
Ora cesserà l’orgia dei dissoluti.
Dal libro del profeta Amos
Guai agli spensierati di Sion
e a quelli che si considerano sicuri
sulla montagna di Samaria!
Distesi su letti d’avorio e sdraiati sui loro divani
mangiano gli agnelli del gregge
e i vitelli cresciuti nella stalla.
Canterellano al suono dell’arpa,
come Davide improvvisano su strumenti musicali;
bevono il vino in larghe coppe
e si ungono con gli unguenti più raffinati,
ma della rovina di Giuseppe non si preoccupano.
Perciò ora andranno in esilio in testa ai deportati
e cesserà l’orgia dei dissoluti.

Salmo Responsoriale Dal Salmo 145

RIT: Loda il Signore, anima mia.

Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri.

Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri.

Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione.

Seconda Lettura 1 Tm 6, 11-16
Conserva il comandamento fino alla manifestazione del Signore.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo
Tu, uomo di Dio, evita queste cose; tendi invece alla giustizia, alla pietà, alla fede, alla carità, alla pazienza, alla mitezza. Combatti la buona battaglia della fede, cerca di raggiungere la vita eterna alla quale sei stato chiamato e per la quale hai fatto la tua bella professione di fede davanti a molti testimoni.
Davanti a Dio, che dà vita a tutte le cose, e a Gesù Cristo, che ha dato la sua bella testimonianza davanti a Ponzio Pilato, ti ordino di conservare senza macchia e in modo irreprensibile il comandamento, fino alla manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo,
che al tempo stabilito sarà a noi mostrata da Dio,
il beato e unico Sovrano,
il Re dei re e Signore dei signori,
il solo che possiede l’immortalità
e abita una luce inaccessibile:
nessuno fra gli uomini lo ha mai visto né può vederlo.
A lui onore e potenza per sempre. Amen.

Canto al Vangelo
Alleluia, alleluia.

Gesù Cristo da ricco che era, si è fatto povero per voi,
perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.

Alleluia.

Vangelo Lc 16, 19-31
Nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti.
Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai farisei:
«C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.
Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”.
Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”.
E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».

Save n'Keep

Bookmark condivisi e privati.

Con Save n' Keep ora è possibile!