Liturgia di domenica 24 ottobre 2010

Letture e liturgia di domenica 24 ottobre 2010, XXX Domenica del Tempo Ordinario dell'anno C.

Il fariseo e il pubblicanoGioisca il cuore di chi cerca il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
cercate sempre il suo volto.

XXX domenica del Tempo Ordinario (”per annum”)
Anno C

Rito Ambrosiano:
I domenica dopo la Dedicazione - Il mandato missionario

Grado della Celebrazione: Domenica
Colore liturgico: Verde
Liturgia delle Ore: Volume V – II settimana del salterio

LETTURE:
Sir 35, 15-17.20-22 Sal 33; 2 Tm 4,6-8.16-18; Lc 18, 9-14
(Rito Ambrosiano: At 13,1-5a; Sal 95; Rm 15,15-20; Mt 28,16-20 )

Il Vangelo di questa domenica prosegue con il tema già introdotto nella 29^ domenica (17 ottobre 2010) e cioè la PREGHIERA.
Questa domenica l’evangelista Luca ci propone un episodio abbastanza noto, confrontando due modi di pregare diferenti, due atteggiamenti opposti. Si trovano infatti un fariseo e un pubblicano. Il fariseo era colui che era da tutti ritenuto un esempio di preghiera e di rispetto della Legge di Dio, colui che noi oggi diremmo “un cristiano esemplare e praticante”. Il pubblicano, invece, era un esattore delle tasse, colui che riscuoteva i tributi, maneggiando denaro, spesso accusato di frode e di ingiustizia, di collusione con i potenti e di meschinità. Ebbene nel Vangelo ci viene dimostrato come il fariseo potrebbe anche arrivare ad essere talmente pieno di sè da risultare egoista, egocentrico e da “sprecare” completamente la sua preghiera. Al contrario, il pubblicano, in cuor suo manifesta una umiltà e una docilità particolarmente gradite a Dio. E’ anche questo un invito a non giudicare dalle apparenze, in quanto Dio guarda al cuore di ognuno e non si manifesta alla sola “esteriorità” che, di per sè, non garantisce un atteggiamento da vero cristiano.


LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura Sir 35, 15-17.20-22
La preghiera del povero attraversa le nubi.
Dal libro del Siràcide
Il Signore è giudice
e per lui non c’è preferenza di persone.
Non è parziale a danno del povero
e ascolta la preghiera dell’oppresso.
Non trascura la supplica dell’orfano,
né la vedova, quando si sfoga nel lamento.
Chi la soccorre è accolto con benevolenza,
la sua preghiera arriva fino alle nubi.
La preghiera del povero attraversa le nubi
né si quieta finché non sia arrivata;
non desiste finché l’Altissimo non sia intervenuto
e abbia reso soddisfazione ai giusti e ristabilito l’equità.

Salmo Responsoriale Dal Salmo 33

RIT: Il povero grida e il Signore lo ascolta.

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.

Il volto del Signore contro i malfattori,
per eliminarne dalla terra il ricordo.
Gridano e il Signore li ascolta,
li libera da tutte le loro angosce.

Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato,
egli salva gli spiriti affranti.
Il Signore riscatta la vita dei suoi servi;
non sarà condannato chi in lui si rifugia.

Seconda Lettura 2 Tm 4,6-8.16-18
Mi resta solo la corona di giustizia.
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo
Figlio mio, io sto già per essere versato in offerta ed è giunto il momento che io lasci questa vita. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta soltanto la corona di giustizia che il Signore, il giudice giusto, mi consegnerà in quel giorno; non solo a me, ma anche a tutti coloro che hanno atteso con amore la sua manifestazione.
Nella mia prima difesa in tribunale nessuno mi ha assistito; tutti mi hanno abbandonato. Nei loro confronti, non se ne tenga conto. Il Signore però mi è stato vicino e mi ha dato forza, perché io potessi portare a compimento l’annuncio del Vangelo e tutte le genti lo ascoltassero: e così fui liberato dalla bocca del leone.
Il Signore mi libererà da ogni male e mi porterà in salvo nei cieli, nel suo regno; a lui la gloria nei secoli dei secoli. Amen.

Canto al Vangelo
Alleluia, alleluia.

Dio ha riconciliato a sé il mondo in Cristo,
affidando a noi la parola della riconciliazione.

Alleluia.

Vangelo Lc 18, 9-14
Il pubblicano tornò a casa giustificato, a differenza del fariseo.
Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri:
«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano.
Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”.
Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”.
Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».

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