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Santa Camilla Battista da Varano

Suora clarissa del periodo rinascimentale, fondatrice di monasteri, fervente abbadessa.

Santa Battista da VaranoTra le sei persone canonizzate domenica 17 ottobre 2010 da Papa Benedetto XVI vi è anche la figura di una principessa italiana, poco conosciuta ai più.

Si tratta di Camilla Battista da Varano, nata a Camerino, in provincia di Macerata, il 9 aprile del 1458.

Camilla era figlia illegittima del signore di Varano, Giulio Cesare, e di una donna con cui aveva avuto una relazione. Fortunatamente per lei, Camilla fu introdotta nello splendore della corte rinascimentale, ed educata ad una buona cultura umanistica.

A 23 anni, nonostante l’opposizione dei genitori, soprattutto del padre che la voleva destinata ad un matrimonio di nobile convenienza, entrò nel rigido monastero delle suore Clarisse di Urbino, affascinata dalla radicalità e dall’essenzialità della regola francescana. Al momento del suo ingresso in monastero assume il nome di Suor Battista.

Nel 1484, trasferendosi nel suo paese natale con alcune consorelle, fondò un nuovo monastero di Clarisse, in un vecchio edificio che il padre fece rinnovare ed ampliare per l’occasione.

La rivolta di Cesare Borgia nel 1502 portò disordini e combattimenti, nei quali persero la vita il padre e i fratelli di suor Battista. Lei fu anche costretta a fuggire dal paese natale. Proprio in questo periodo di grande prova e sofferenza ricevette alcune grazie mistiche, facendo anche esperienza di elevata contemplazione, di visioni e di illuminazioni, come ci è testimoniato ampiamente dai suoi scritti.

Ritornata a Camerino, ci rimase solo per poco tempo, in quanto il Papa Giulio II la inviò a Fermo a fondare un nuovo monastero.

Rientrata dopo due anni al paese natale, provata da infermità fisiche e da molte sofferenze interiori, diffuse con luminosità la regola e l’esempio di Santa Chiara.

Morì a Camerino durante un’epidemia di peste il 31 maggio 1524 e i suoi i funerali si svolsero nel cortile del palazzo paterno.

Il suo corpo, riesumato pochi anni dopo la sua morte, fu sepolto nella Chiesa delle Clarisse di Camerino, dove tuttora viene venerato.

Papa Gregorio XVI approvò il suo culto nel 1843, e Papa Leone XIII, nel 1878, ordinò di riaprire il suo processo di canonizzazione, che si è concluso in Piazza San Pietro il 17 ottobre 2010 per opera di Papa Benedetto XVI.

«Fa’ o Signore che io ti restituisca amore per amore, sangue per sangue, vita per vita»
Suor Battista Camilla da Varano

Nella sua autobiografia, la Vita Spirituale scritta nel 1491, Suor Battista dichiara di essersi inginocchiata per molti anni di fronte a un Crocifisso, sforzandosi di produrre almeno una lacrima al giorno, in memoria dei patimenti subiti da Cristo. Tale crocifisso, che le avrebbe anche parlato, si trova ora esposto e conservato nel Monastero delle Clarisse di Camerino.

«Mi hai risuscitata in Te, vera vita che dai la vita a ogni vivente»
Suor Battista Camilla da Varano

Santa Battista Camilla da Varano

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