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Solennità di tutti i Santi

Il 1 novembre la Chiesa Cattolica celebra la solennità di tutti i Santi.

Tutti i SantiIl 1 novembre la Chiesa Cattolica celebra la Solennità di tutti i Santi.
La parola “Halloween” pare derivi proprio dall’inglese “All the Hallows”, cioè “tutti i Santi”, o meglio “All Hallows Eve”, cioè la vigilia di tutti i Santi e quindi la sera del 31 ottobre.

Questo giorno riveste una importanza particolare, che è ben espressa dal massimo grado liturgico di “solennità” (pari al Natale, alla Pasqua…) che viene attribuita alla festa.
Sicuramente questa festa si innestò alle origini nell’antichità, come molte altre feste religiose, su antiche feste precedenti il cristianesimo. Prima del Cristianesimo, in questo stesso giorno veniva celebrata in alcuni popoli nordici la festa della fine dell’estate e l’inizio dell’inverno.
La Chiesa Cattolica istituì la festa dei Santi molto presto. Nel V-VI secolo a Roma si iniziò a celebrare in un’unica festa “tutti i martiri“, come “testimoni di Cristo”. Già nel 609 Papa Bonifacio IV aveva consacrato il Pantheon dedicandolo alla Vergine Maria e al culto di tutti i Martiri. Poco per volta dal culto dei martiri-testimoni si assò a quello di tutti i Santi.

Il ricordo che la Chiesa Cattolica celebra in questa giornata è quello di tutti i Santi.
Innanzitutto per “Santi” si considerano quelli che la Chiesa Cattolica riconosce ufficialmente come tali e cioè tutti coloro che sono canonizzati e il cui culto universale è proclamato dal Papa in una solenne cerimonia.

Vi sono però anche i Santi che, pur non riconosciuti ufficialmente come tali, lo sono per aver efficacemente adempiuto a quella che il Concilio Vaticano II ha chiamato “la vocazione universale alla santità“, cioè la tensione che ciascun uomo avverte ad imitare Cristo, uomo perfetto.

La parola “Santo” etimologicamente deriva dal latino “Sanctus“, participio del verbo “sancìre”.
Nell’Antico Testamento, la parola Santo è utilizzata con un significato molto simile a quello della parola “sacro“, che significa “altro”, “separato”, “ontologicamente diverso”. Dio è il Santo per eccellenza, in quanto è il “totalmente altro”.

San Bernardo Abate, nei suoi “Discorsi”, ci spiega che cosa prova un cristiano nel celebrare la festa di tutti i Santi con queste parole:

“i Santi non hanno bisogno dei nostri onori e nulla viene a loro dal nostro culto. E’ chiaro che, quando ne veneriamo la memoria, facciamo i nostri interessi, non i loro. […] devo confessare che, quando penso ai santi, mi sento ardere da grandi desideri. Il primo desiderio […] è quello di godere della loro tanto dolce compagnia e di meritare di essere concittadini e familiari degli spiriti beati, di trovarci insieme […], di essere insomma riuniti e felici nella comunione di tutti i santi. […] Vi è un secondo desiderio che viene suscitato in noi dalla commemorazione dei santi, ed è quello che Cristo, nostra vita, si mostri anche a noi come a loro, e noi pure facciamo con lui la nostra apparizione nella gloria.

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