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Domenica 21 novembre 2010: Cristo Re

Liturgia della Solennità di Cristo Re dell'Universo, che chiude l'anno liturgico della Chiesa Cattolica.

Cristo Re dell'UniversoXXXIV domenica del Tempo Ordinario (”per annum”)
NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO
RE DELL’UNIVERSO
Anno C

Solennità

Il 21 novembre si fa anche memoria della presentazione della Beata Vergine Maria. Il grado della Solennità di Cristo Re, tuttavia, prevale sulla “memoria” della presentazione della Vergine.

Rito Ambrosiano:
Seconda domenica di Avvento

Grado della Celebrazione: Solennità
Colore liturgico: Bianco
Liturgia delle Ore: Volume V – II settimana del salterio

LETTURE:
2Sam 5,1-3 Sal 121 Col 1,12-20 Lc 23,35-43

Rito Ambrosiano:
Bar 4, 36 - 5, 9; Sal 99, 2-5; Rm 15, 1-13; Lc 3, 1-18

Questa domenica è l’ultima domenica dell’anno liturgico. Con questa settimana si chiude un ciclo e, a partire dalla prossima domenica, per il calendario latino, si apre il Tempo di Avvento, il primo periodo dell’anno liturgico, che costituisce il “tempo forte” di preparazione alla grande festa del Natale del Signore.
In questa ultima domenica dell’anno, la Chiesa ricorda con il grado di Solennità, la regalità di Cristo, definito “Re dell’Universo”.
Le letture del ciclo C presentano tuttavia una regalità particolare. Il Vangelo, infatti, ci presenta la figura di Gesù sofferente e morente sulla croce, deriso dai ladroni. Origène ci ricorda che “Il regno di Dio, secondo la parola del nostro Signore e Salvatore, non viene in modo da attirare l’attenzione e nessuno dirà: Eccolo qui o eccolo là; il regno di Dio è in mezzo a noi”.
Il “compimento” del Regno di Dio è racchiuso nella bellissima frase che conclude il passo evangelico e che costituisce la pienezza della salvezza per il “buon ladrone” e cioè Gesù che afferma: “In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso”.

> Proposte di canti per la liturgia

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura 2 Sam 5, 1-3
Unsero Davide re d’Israele.
Dal secondo libro di Samuele

In quei giorni, vennero tutte le tribù d’Israele da Davide a Ebron, e gli dissero: «Ecco noi siamo tue ossa e tua carne. Già prima, quando regnava Saul su di noi, tu conducevi e riconducevi Israele. Il Signore ti ha det­to: “Tu pascerai il mio popolo Israele, tu sarai capo d’Israele”».
Vennero dunque tutti gli anziani d’Israele dal re a Ebron, il re Davide concluse con loro un’alleanza a Ebron davanti al Signore ed essi unsero Davide re d’Israele.


Salmo Responsoriale
Dal Salmo 121
RIT: Andremo con gioia alla casa del Signore

Quale gioia, quando mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore!».
Già sono fermi i nostri piedi
alle tue porte, Gerusalemme!

È là che salgono le tribù,
le tribù del Signore,
secondo la legge d’Israele,
per lodare il nome del Signore.

Là sono posti i troni del giudizio,
i troni della casa di Davide.

Seconda Lettura Col 1, 12-20
Ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési

Fratelli, ringraziate con gioia il Padre che vi ha resi capaci di partecipare alla sorte dei santi nella luce.
È lui che ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore, per mezzo del quale abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati.
Egli è immagine del Dio invisibile, primogenito di tutta la creazione, perché in lui furono create tutte le cose nei cieli e sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potenze. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vi­sta di lui. Egli è prima di tutte le cose e tutte in lui sussistono.
Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa. Egli è principio, primogenito di quelli che risorgono dai morti, perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose. È piaciuto infatti a Dio che abiti in lui tutta la pienezza e che per mezzo di lui e in vista di lui siano riconciliate tutte le cose, avendo pacificato con il sangue della sua croce sia le cose che stanno sulla terra, sia quelle che stanno nei cieli.

Canto al Vangelo
Alleluia, alleluia.

Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
Benedetto il Regno che viene, del nostro padre Davide!

Alleluia.

Vangelo Lc 23, 35-43
Signore, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno.
Dal vangelo secondo Luca

In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto».
Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio. tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male».
E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

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