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La mia Maturità

Gli esami di Maturità si avvicinano al termine (per qualcuno sono già finiti da una settimana o più, oramai); ecco quindi un "breve" racconto su quella che fu la mia esperienza nel lontano 1999... Buona lettura a tutti!

Giugno-Luglio 1999

Fui tra i primi a subire la maturità così come oggi la conosciamo, ovvero a punteggio. Quest’anno ho deciso di raccontarvi, in maniera un po’ romanzata, la mia esperienza.

Da come l’ho vista io, la Maturità è un evento molto semplice, in cui alcuni (pochi) studiano sopra la media cercando di fare un megaripassone di tutto lo scibile del quinto anno, mentre altri studiano ciò che sembra collegato al proprio percorso di ricerca e ripassano quel poco che basta per non fare una brutta figura in sede d’esame. Io ero tra questi ultimi.

In ogni caso, alla fine è più la paura che altro a fare da blocco… La paura di qualcosa che non conosciamo, la paura dell’ignoto.

Nel mio caso (e penso in quasi tutti i casi), gli scritti furono una pacchia… Solo io riuscii a farmi beccare con un lenzuolo (le dimensioni, più o meno… era un A3!) di bigliettone, ma non ebbe conseguenze rilevanti (per altro non ne avevo bisogno, ma tant’è, la banfata bisogna sempre farla)… Gli insegnanti della commissione interna passavano per i banchi facendo copiare (eravamo stranamente tutti con il raffreddore e tutti sentivano il bisogno di soffiarsi il naso su fazzoletti… scritti). Ah, dimenticavo: tanto per banfare, lo sapevate che sono stato il primo in tutta Italia a segnalare l’errore del testo della prova di matematica? Sì, lo so, sono un megalomane: non ho resistito alla tentazione di inserire questa frase… Chiedo venia… :-)

Diciamoci la verità, all’orale occorreva solamente giocare bene le proprie carte. Da quel punto di vista ebbi l’idea di fare la tesina su CD: essendo l’unico, l’orale me lo giocai grazie all’”entusiasmo” dei professori, e il 35 venne senza problemi… E non avevo nemmeno studiato così tanto…
Sono sempre stato tra i primi 3 posti nella classifica generale della classe, ma il quinto anno studiai proprio meno di niente, diciamo una media di 10-20 minuti al giorno (ricordo ancora un compito a sorpresa di latino che poi si rivelò essere un 1 e mezzo: al termine della prova presi il foglio, lo str… ehm, no, questo è meglio non raccontarlo, almeno non qui)… Mi giocai 3 punti (su
20) alla fine dell’anno, ma non tanto a causa del mio scarso impegno, quanto per la mia propensione a schernire alcuni professori… Tuttavia, all’orale mi interrogarono solo sulla tesina: evidentemente mi volevano ancora bene, oppure dipendeva solo dal fatto che il professore di italiano/latino era esterno… Chi mai lo potrà sapere?

Qualcun altro, invece, all’orale fece una figura degna di nota… Era forse la prima della classe, almeno a livelli di voti, ma (e con questo non vorrei sembrare cattivo) costei era un cyborg: studiava tutto a memoria, solo a memoria, dedicando parecchie ore di studio al giorno… Peccato che alla domanda “La luna brilla di luce propria?” le si fusero i circuiti e rispose “Ehm… Dunque… Beh… SI’”… Trattenni il respiro per non scoppiare in una fragorosa risata, ma in realtà stavo ridendo dentro… Alla fine uscì con 89 punti: la prima della classe!!!

Certo non potevano mancare i casi particolari, di quella gente che stranamente aveva… ehm… amicizie di famiglia con qualcuno, tra cui il presidente di commissione… Insomma, gente che ebbe il coraggio di affermare che l’”Agricola” altro non era che un trattato di agricoltura… Detto questo, costui riuscì a conquistare una media pari alla mia (circa 7) ed ottenere la bellezza di 17 punti (come me!) alla fine dell’anno. Lo aiutò molto la presenza di una professoressa della commissione interna durante la seconda prova, la quale mi “consigliò” di fornire al povero malcapitato la totalità del mio compito in formato scottex triplo strato (possibilmente ancora esente da muco nasale). Ciò nonostante, non poté che conquistare 32 punti (su 45) agli scritti. All’orale se la cavò “sparando due ca***te qua e là”, si direbbe in gergo, e ottenne ben 30 punti su 35… Alla fine uscì con 79, roba da fare invidia a molti!

Io ero uno degli ultimi a passare, e quella mattina di luglio feci affidamento sulla mia tesina. Il panico prese anche me, non ne fui esente purtroppo… Il computer non aveva nemmeno l’audio (o meglio, ce l’avrebbe avuto, se non fosse che per qualche strano motivo non funzionava), ma questo non fu un problema. Cominciai con il mostrare il lavoro di fronte allo schermo sfarfallante dell’unico computer allora decente dell’istituto, abbinando alla gestualità della mano poggiata sul mouse qualche parola, le prime parole che mi vennero in mente… In alcuni punti ebbi come dei vuoti, che colmai “sparando due o tre ca***te” (sempre come direbbero i rozzi tipi tamarri del sabato sera)… Mi andò bene, l’interrogazione si esaurì interamente sulla tesina… Alla fine conquistai la medaglia d’oro dell’orale, con 35 punti su 35…

Ah, già, quasi dimenticavo… Gli scritti erano tutti stati alzati di un voto, in quanto una commissione esterna giudicò troppo severa la valutazione… In sostanza presi 40 punti su 45 allo scritto, aggiudicandomi la medaglia d’oro (anche se non avevo raggiunto il punteggio massimo, ero comunque al primo posto in classifica).

E il bonus? Sì, quello lo ricevetti, aggiudicandomi un totale di 97 punti su 100. La medaglia d’oro fu vinta da una compagna con 99 punti (ma ottenne solo 39 punti allo scritto, compensati, comunque, dai 20 su 20 di punteggio di fine anno), una vera e propria presa per il ***, ma tant’è…

Sì, vi ho sentito bene! State ridendo perché se non avessi schernito gli insegnanti il quinto anno avrei sicuramente potuto conquistare il 100, non è così? Ebbene, alcuni miei insegnanti (che, nonostante la mia innata avversione verso di loro, mi volevano un mondo di bene) si sforzavano in tutti i modi possibili e immaginabili di farmi ottenere l’aspirato 100, che avrebbe sicuramente contribuito a fornire una nobile facciata di esteriorità alla commissione, nonché una soddisfazione intrinseca che può essere riassunta in questa affermazione altezzosa: “Come potete constatare, esimi colleghi, all’interno della classe che quest’anno ha terminato la maturità, modestamente grazie al nostro essenziale contributo, almeno uno studente ha ottenuto il punteggio massimo, evento il quale lascia intuire come la nostra indiscutibile abilità e preparazione di insegnanti di liceo sia senza dubbio altamente qualificata”.

Affermazione pletorica e pleonastica che ho avuto l’opportunità di impedire che venisse pronunciata. Gli insegnanti si mostrarono dispiaciuti, e diedero la colpa del fallimento al sistema e, naturalmente, ai miei 17 punti… Ma finirono per prendersela di più con il 99, voto che fece storia e non mancò di scatenare sottili critiche…

Questo era il mio racconto.

Ah, già, dimenticavo: ogni riferimento a persona o cosa è puramente casuale :-))

Ora aspetto il vostro… Se volete narrare la vostra esperienza, cliccate sul collegamento proprio qui sotto

Ciao!

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